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PANNELLI SOLARI fotovoltaico

Uno studio pubblicato dall’Agenzia per l’Ambiente in Europa (EEA) mostra che il passaggio all’energia rinnovabile nel nostro continente ha ridotto gli effetti del cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico/idrico. Per rispettare l’impegno, entro il 2050 l’energia rinnovabile presente sul territorio attualmente dovrebbe superare l’80%, entro il tempo limite stimato.

In tutta l’Europa, abbiamo assistito nel tempo ad un lento aumento delle case ed aziende che hanno deciso di passare e fonti rinnovabili (indicativamente tra il 2005 e il 2018 è stato registrato un picco di richieste sempre crescente). L’impiego di pannelli solari fotovoltaici, il passaggio all’eolico e la biomassa, tutti fattori che hanno ridotto significativamente le emissioni di gas serra, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua (formazione di particolato, eutrofizzazione e acidificazione) e le “pressioni” legate al clima.

Tutto ciò è emerso dall’analisi della EEA che ha presentato una dettaglia relazione dell’impatto ambientale, in relazione con i dati energetici, e in particolare ha misurato il passaggio alla produzione di elettricità che proviene da fonti rinnovabili, registrando un significativo calo dei combustibili fossili.

I dati parlano chiaro

I dati che parlano di questa nuova rivoluzione dell’energia sono chiari: già dal 2018 abbiamo assisito ad un calo in massa di tutti i dati relativi ai diversi tipi di inquinamento, quindi: particolato, eutrofizzazione e acidificazione. Aumentano invece i valori legati all’eco-tossicità (quindi all’inquinamento dell’acqua dolce), inoltre ci sono diverse preoccupazioni che riguardano l’occupazione del terreno.

Ciò che più preoccupa al momento riguarda soprattutto le aziende e i suoi processi di smaltimento e produzione, secondo lo studio bisognerebbe concentrarsi sulla scoperta di nuove tecniche di estrazione e approvvigionamento dei materiali, ma non solo: anche i processi di produzione devono essere migliorati dal punto di vista degli sprechi. Solo attraverso l’impiego di moduli solari fotovoltaici e combustibili da biomassa, uniti ad una gestione delle risorse più ottimizzata, le cose andranno meglio per la situazione climatica.

Cosa aspettarci nei prossimi anni

Bisogna considerare che i progetti rivolti verso il rinnovabile continuano a crescere, ma vanno valutati con molta attenzione tutti gli aspetti correlati, a partire dal discorso degli habitat e gli ecosistemi. Ricordiamo che nell’Unione Europea nel 2019 abbiamo già sfiorato l’obiettivo: siamo sotto il 20% prefissato per il 2020. Il rinnovabile d’altronde, copre il 34% di tutta la produzione elettrica europea ed è quasi raddoppiata dal 2005. Basta pensare che il carbone non è più al primo posto tra gli elementi usati per produrre la combustione.

Dove posso recarmi per avviare la pratica?

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