Prestito personale, guida alla scelta

Nel mondo finanziario, un settore, più di altri, ha visto crescere significativamente il numero degli utenti che vi hanno fatto ricorso nel corso degli ultimi dieci anni: il settore del credito. È inutile negare, infatti, come si faccia sempre più ricorso ad un prestito personale dipendente piuttosto che ad un prestito personale partiva iva. I finanziamenti si dividono, in buona sostanza, in due macrocategorie: i prestiti finalizzati ed i prestiti personali.

Nel primo caso, l’acquisto del bene è direttamente ascrivibile ad un determinato bene o servizio; l’esempio più lampante, in tal senso, è rappresentato dall’acquisto di un’autovettura tramite l’accensione di un finanziamento. Nel secondo caso, invece, l’ente erogante richiede delle pezze giustificative al richiedente, per comprendere quale sia la finalità per la quale viene richiesta l’erogazione del credito.

I parametri che aiutano a comprendere la convenienza di un prestito

Quando si contrae un prestito personale dipendente o un prestito personale partita iva, è indispensabile essere a conoscenza di alcuni elementi per poter scegliere il finanziamento effettivamente più conveniente e maggiormente confacente alle esigenze di ciascun singolo individuo. E l’aspetto economico, per quanto ovvio, ha un ruolo di rilevante importanza.

La domanda che tutti si pongono, inevitabilmente, quando contraggono un prestito, è spesso la seguente: “quanto dovrò pagare di interessi?”. Esistono due parametri che sono in grado di fornire uno spaccato sulla onerosità del prestito: T.A.N. (tasso annuo nominale) e il T.A.E.G. (tasso annuo effettivo globale).

Nel primo caso viene tenuto in considerazione il tasso d’interesse annuo applicato dall’istituto finanziario sull’importo lordo, in base all’importo finanziato e alla durata del finanziamento stesso. Esso, però, non comprende tutte le eventuali spese aggiuntive incluse nel prestito, come “commissioni incasso rata”, “spese di istruttoria”, etc. etc.

Il T.A.E.G., viceversa, include tutte le spese effettivamente sostenute, ivi comprese quelle relative alla copertura assicurativa collegata al finanziamento, che la maggior parte delle finanziarie e banche sono solite inserire all’interno del prestito, previo consenso da parte del debitore/contraente.

 

Il T.A.E.G, di conseguenza, è certamente un parametro più veritiero e puntuale sull’effettiva onerosità di un finanziamento, in quanto include qualsivoglia capitolo di costo presente nel medesimo, indipendentemente dal fatto che si stia sottoscrivendo un prestito personale dipendente o un prestito personale partita iva.

Gli aspetti da prendere in considerazione quando si inoltra un prestito personale

Il valore del T.A.E.G., infatti, può aumentare significativamente se nel finanziamento fosse inclusa una polizza che garantisca il pagamento del debito residuo in alcuni casi di particolare gravità, come premorienza o invalidità permanente, che non è in alcun modo obbligatoria.

Un aspetto, quest’ultimo, da rimarcare adeguatamente, visto che talvolta viene proposta obbligatoriamente all’atto di sottoscrizione del prestito. Un comportamento, qualora venisse messo in atto, scorretto e non confacente a tutte le direttive emanate dagli organi di vigilanza: la polizza assicurativa abbinata al mutuo, lo ripetiamo, è solo ed esclusivamente facoltativa.

Quando si inoltra una richiesta di prestito, il richiedente è tenuto a consegnare: documento d’identità in corso di validità (carta identità, passaporto o patente); codice fiscale o tessera sanitaria; ultime tre busta paga; modello CUD per i lavoratori dipendenti, l’Unico per quelli autonomi; una copia dell’ultima bolletta pagata, a testimonianza di risiedere realmente nel luogo indicato nei precedenti documenti.

Nel momento in cui si invia una domanda di finanziamento, bisogna tenere presente che gli istituti preposti all’erogazione del credito valutano attentamente ogni singola richiesta, al fine di ridurre significativamente i casi di insolvenza.

L’esame di queste pratiche si basa su una serie di dati, che variano da quelli personali del richiedente (come, ad esempio, la professione ed i dati anagrafici) a quelli che consentono agli stessi di valutare la capacità dello stesso nel far fronte al pagamento mensile della rata, oltre alla puntuale verifica dell’assenza di segnalazioni negative.

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Prestito personale, guida alla scelta
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Scopri i parametri che aiutano a comprendere la convenienza di un prestito e gli aspetti da prendere in considerazione quando si inoltra un prestito personale
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