incentivi stato

In un’intervista Mario Draghi ha voluto commentare la situazione che si sta sviluppando in Italia in queste settimane, andando dritto al punto: “La domanda chiave non è se lo Stato dovrebbe mettere a frutto il proprio bilancio, ma il come”.  In questo approfondimento andremo a parlare dei recenti sviluppi e come la politica di Draghi influenzerà gli attuali incentivi.

Il primo obiettivo in assoluto da rispettare nella tabella di marcia riguarda due aspetti fondamentali: il reddito a coloro che perdono il lavoro. Ma prima di arrivare a questo, bisogna prima proteggere le persone in caso di perdita della busta paga.

Il piano strategico per l’anno 2021

“Proteggere l’occupazione e la capacità produttiva in un momento di drammatica perdita di reddito richiede un immediato sostegno di liquidità“. Questo sono state le parole del President Draghi, che auspica in un approccio più essenziale e diretto nel tentativo di aiutare le imprese e coprire le spese operative durante la crisi. E continua dicendo “Diversi Governi hanno già introdotto misure di benvenuto per incanalare la liquidità verso le imprese in difficoltà. Ma è necessario un approccio più completo”.

L’approccio da utilizzare questa volta mirerà ad uno svecchiamento della parte burocratica, più finanziamenti e meno restrizioni per ottenere i prestiti. Una serie di proposte e bonus mirate verso le categorie di lavoratori e imprese che in questo momento stanno soffrendo di più. Ed è proprio sulla questione dei prestiti che sottolinea ancora: “Le banche devono prestare rapidamente fondi a costo zero alle società disposte a salvare posti di lavoro. Poiché in questo modo stanno diventando un veicolo per le politiche pubbliche, il capitale necessario per svolgere questo compito deve essere fornito dal Governo sotto forma di garanzie statali su tutti gli ulteriori scoperti o prestiti. Né la regolamentazione né le regole di garanzia dovrebbero ostacolare la creazione di tutto lo spazio necessario nei bilanci bancari a tale scopo. Inoltre, il costo di queste garanzie non dovrebbe essere basato sul rischio di credito della società che le riceve, ma dovrebbe essere zero indipendentemente dal costo del finanziamento del governo che le emette”.

Non tutti potranno accedere al credito, nonostante tutto

Nonostante il monito di Draghi, si legge nell’intervista che l’ex della BCE non ha intenzione di far attingere alla liquidità tutte le aziende solo perché il credito è economico. Volendo fare un esempio: le aziende che hanno ordinato prodotti, le loro perdite possono essere recuperabili e quindi ripagheranno il debito. In altri settori, bisognerà valutare da caso a caso. La sfida è quella di non far entrare i commercianti in una situazione di stallo, dove avrebbero la possibilità di ripagare il debito, ma con difficoltà nel voler investire di nuovo nell’acquisto delle materie prime.

Secondo Draghi, citando dall’intervista: “O i Governi compensano i mutuatari per le loro spese, o quei mutuatari falliranno e la garanzia sarà resa valida dagli Stati stessi. Se il rischio morale può essere contenuto, il primo è migliore per l’economia. Il secondo percorso sarà probabilmente meno costoso per il budget. Entrambi i casi porteranno i governi ad assorbire una grande parte della perdita di reddito causata dalla chiusura, se si vogliono proteggere posti di lavoro e capacità. I livelli del debito pubblico saranno aumentati. L’alternativa sarebbe molto più dannosa per l’economia e infine per il credito pubblico. Dobbiamo anche ricordare che, visti i livelli attuali e probabili futuri dei tassi di interesse, un tale aumento del debito pubblico non aumenterà i suoi costi di servizio”.

 

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