Cos’è il roaming dati? A cosa serve conoscerne il funzionamento? Ai tempi dei primi cellulari il roaming era conosciuto come la fastidiosa decurtazione intera del credito sulla SIM una volta approdati in un Paese estero. Difatti bastava inviare un SMS o fare una telefonata per vedersi addebitati costi esorbitanti. Oggi non è più così ma è importate conoscere il procedimento del roaming dati se si è soliti viaggiare all’estero.

Cos’è il roaming?

Il roaming è l’insieme di procedure, norme, apparecchi e infrastrutture che rintracciano un dispositivo mobile quando si trova fuori dalla rete cellulare del proprio operatore di telefonia. Il fine è quello di metterlo in comunicazione con altre utenze all’interno di una stessa rete o di reti distinte interoperanti. Il termine deriva dal verbo inglese -to roam, che significa, per l’appunto, girovagare.

Esso permette alle persone di collegarsi fra loro anche al di fuori di una rete non di proprietà e questo accade comunemente quando le persone viaggiano all’estero. In questo caso si parla di roaming internazionale.

L’operatore consente agli utenti di utilizzare il servizio di telefonia ovunque nel proprio Paese attraverso quello che è conosciuto come roaming involontario.

Il roaming esiste grazie alle informazioni trasmesse da SIM ed USIM al telefono cellulare attraverso l’IMEI. Il terminale dell’utenza, quindi, invia informazioni periodiche alle stazioni radio base che, a loro volta, inviano al database VLR, Visitor Location Register.

…e come funziona?

Si tratta di un processo che consente di utilizzare lo smartphone all’estero, ovvero dove non sono presenti le infrastrutture di rete del tuo operatore telefonico. Il roaming avviene anche nello stesso Paese quando un operatore si “appoggia” ad un’altra infrastruttura telefonica o di rete. L’utente che si trova all’estero, quindi, può effettuare chiamate verso il proprio Paese di origine utilizzando le reti locali. Questo servizio ha un costo per l’utente che viene stabilito dalle tariffe delle compagnie telefoniche e che, in passato, era molto esoso.

L’abolizione dei costi di roaming

Grazie alla decisione della Commissione Europea risalente al 2017 i sovraprezzi sono stati aboliti in tutta l’Unione Europe e, quindi, il costo si è notevolmente alleggerito. Questo significa che il traffico dati e le telefonate hanno tariffe identiche sia per l’estero UE che per il proprio Paese di origine. Le chiamate hanno comunque costi aggiuntivi che dipendono dall’offerta dell’operatore.

Il roaming è ancora applicabile

Il roaming può essere ancora applicato al superamento di una certa soglia prevista dal proprio operatori. Si tratta di una decisione volta a prevenire abusi di questa concessione da parte degli utenti ma fa riferimento a situazioni al limite, con soglie di traffico davvero elevate.

Roaming nei Paesi Extra UE

Al di fuori dell’UE il roaming è ancora previsto e, quindi, comporta addebiti piuttosto onerosi per i consumatori che utilizzando traffico dati all’estero. Quindi una volta arrivato nel Paese di destinazione occorrerà disattivarlo per evitare di incorrere in addebiti indesiderati. Basta entrare nelle impostazioni di rete, sia per Apple che Android, e disattivare il roaming dati. Una volta eseguita l’operazione l’icona del traffico dati scomparirà dalla parte alta dello schermo.