PANNELLI SOLARI fotovoltaico

Uno studio pubblicato dall’Agenzia per l’Ambiente in Europa (EEA) mostra che il passaggio all’energia rinnovabile nel nostro continente ha ridotto gli effetti del cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico/idrico. Per rispettare l’impegno, entro il 2050 l’energia rinnovabile presente sul territorio attualmente dovrebbe superare l’80%, entro il tempo limite stimato.

In tutta l’Europa, abbiamo assistito nel tempo ad un lento aumento delle case ed aziende che hanno deciso di passare e fonti rinnovabili (indicativamente tra il 2005 e il 2018 è stato registrato un picco di richieste sempre crescente). L’impiego di pannelli solari fotovoltaici, il passaggio all’eolico e la biomassa, tutti fattori che hanno ridotto significativamente le emissioni di gas serra, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua (formazione di particolato, eutrofizzazione e acidificazione) e le “pressioni” legate al clima.

Tutto ciò è emerso dall’analisi della EEA che ha presentato una dettaglia relazione dell’impatto ambientale, in relazione con i dati energetici, e in particolare ha misurato il passaggio alla produzione di elettricità che proviene da fonti rinnovabili, registrando un significativo calo dei combustibili fossili.

I dati parlano chiaro

I dati che parlano di questa nuova rivoluzione dell’energia sono chiari: già dal 2018 abbiamo assisito ad un calo in massa di tutti i dati relativi ai diversi tipi di inquinamento, quindi: particolato, eutrofizzazione e acidificazione. Aumentano invece i valori legati all’eco-tossicità (quindi all’inquinamento dell’acqua dolce), inoltre ci sono diverse preoccupazioni che riguardano l’occupazione del terreno.

Ciò che più preoccupa al momento riguarda soprattutto le aziende e i suoi processi di smaltimento e produzione, secondo lo studio bisognerebbe concentrarsi sulla scoperta di nuove tecniche di estrazione e approvvigionamento dei materiali, ma non solo: anche i processi di produzione devono essere migliorati dal punto di vista degli sprechi. Solo attraverso l’impiego di moduli solari fotovoltaici e combustibili da biomassa, uniti ad una gestione delle risorse più ottimizzata, le cose andranno meglio per la situazione climatica.

Cosa aspettarci nei prossimi anni

Bisogna considerare che i progetti rivolti verso il rinnovabile continuano a crescere, ma vanno valutati con molta attenzione tutti gli aspetti correlati, a partire dal discorso degli habitat e gli ecosistemi. Ricordiamo che nell’Unione Europea nel 2019 abbiamo già sfiorato l’obiettivo: siamo sotto il 20% prefissato per il 2020. Il rinnovabile d’altronde, copre il 34% di tutta la produzione elettrica europea ed è quasi raddoppiata dal 2005. Basta pensare che il carbone non è più al primo posto tra gli elementi usati per produrre la combustione.

Dove posso recarmi per avviare la pratica?

In questi ultimi mesi, abbiamo assistito tutti alla nascita e sviluppo del COVID 19, per questo motivo richiedere un appuntamento in banca o con un consulente potrebbe essere difficile e pericoloso anche per la salute di intere famiglie. I nostri consulenti specializzati di Salvaconto però potranno intervenire subito grazie alle consulenze online e gratuite, e potranno assistervi in qualsiasi momento. Basta contattare il form con i propri dati per essere ricontattati gratuitamente e senza nessun impegno

costo bolletta

Secondo quanto riportato recentemente dalle maggiori testate giornalistiche e dalle ultime novità provenienti dal Governo, il costo per l’acquisto delle materie prime necessarie per far funzionare il sistema che distribuisce gas e luce in Italia, è di nuovo aumentato. Questo processo, spiega l’Arera (Autorità italiana di regolamentazione per l’energia elettrica, il gas e l’acqua), porterà ad un incremento del costo delle bollette, e la situazione graverà maggiormente sui consumatori. Gli aumenti, spiega l’Autorità, “sono sostanzialmente legati alla crescita delle quotazioni delle materie prime energetiche“.

Bonus sociali riconosciuti in automatico

Per le famiglie in condizioni più precarie, dal 1 gennaio 2021 è stata introdotta un’importante novità: i bonus sociali sulla bolletta saranno gradualmente riconosciuti in modo automatico, quindi non ci sarà più bisogno di dover presentare domanda. Questa novità è stata introdotta nel 2021, per evitare ai Comuni o i Caf. di congestionare il traffico delle richieste, e in modo che il bonus sia assegnato automaticamente in bolletta. I dati di ogni soggetto saranno prelevati direttamente dalle utenze e l’Isee.

La variazione di questo trimestre ci restituisce una dinamica sostanzialmente in linea con gli andamenti stagionali e con valori delle materie prime non dissimili da quelli dello scorso anno”, dichiara il presidente di Arera Stefano Besseghini, che continua dicendo: “Nel complesso, le anomalie di prezzo e di volume legate all’emergenza Covid, hanno consentito un risparmio alle famiglie nel corso dell’anno con un beneficio residuo che si protrarrà anche nel primo trimestre del 2021. Le prospettive di recupero dell’economia e l’augurio che la situazione sanitaria evolva per il meglio, richiedono ora più che mai di focalizzare l’attenzione su quegli interventi e investimenti che possono contribuire al miglioramento della bolletta degli italiani”.

Iniziano le proteste

Federconsumatori, che su questa nuova rimodulazione non ha deciso di stare in disparte, ha dichiarato: “come rivendichiamo da tempo, è giunto il momento di agire concretamente sul versante della tassazione mettendo in atto una riforma complessiva di oneri accise e balzelli che, in vario modo e in varia misura, pesano sulle tasche dei cittadini”.

Secondo uno studio coniato dall’Unione Nazionale Consumatori, una famiglia “standard” spenderà nel 2021 circa 23 euro in più per la luce e 50 euro per il gas. Una spesa complessiva che arriva quindi a 73 euro in più in media.

Anche per il Codacons il nuovo anno si apre con una pessima notizia per i consumatori italiani. Per tale motivo il presidente Carlo Rienzi chiede “al premier Giuseppe Conte di tagliare per tutto il 2021 oneri di sistema e balzelli vari che pesano sulle bollette luce e gas, per contenere i pesanti rincari tariffari del nuovo anno“. Anche per Consumerismoè abnorme la tassazione che vige sulle bollette: a partire dall’1 gennaio i consumatori pagheranno il 34% di oneri e imposte sulle bollette della luce e addirittura il 44,2% su quelle del gas”.

Dove posso richiedere ulteriori informazioni?

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FONTE: AGIAgenzia Giornalistica Italiana

conto termico ecobonus

Conto Termico 2.0, ecco il nome dell’incentivo nato per aiutare imprese e famiglie a passare ad una fonte di energia rinnovabile. Si tratta di un incentivo economico riconosciuto che mira all’attuazione di un piano lavoro per il potenziamento dell’efficienza energetica e della produzione di energia termica proveniente da fonti rinnovabili, e può essere effettuato solo su immobili esistenti.

L’incentivo è stato espresso in maniera economica e non fiscale, per questo il beneficiario otterrà tramite bonifico bancario la somma corrisposta per i lavori, erogata direttamente dal GSE, sul proprio conto corrente. Ricordiamo che questo bonus è operativo dal 2016: (Decreto Ministeriale 16-02-2016).

“Il Conto Termico 2.0″ inoltre varia in funzione delle prestazioni energetiche del generatore, e la percentuale corrisposta al beneficiario cambierà in base alla zona climatica in cui si esegue l’intervento (secondo quanto riportato, più la zona è fredda, maggiore sarà l’incentivo ricevuto).

Informazioni sul corrispettivo da riscuotere

Se l’importo dell’incentivo rilasciato sarà pari o inferiore a 5.000,00 euro, si riceverà il pagamento dell’incentivo tramite bonifico bancario eseguito dal GSE in un’unica soluzione dopo circa 5/6 mesi dalla data di installazione del prodotto (di solito ci vogliono dai 30 ai 90 giorni dalla data di approvazione).

Mentre per quanto riguarda i privati (sono rinchiuse in questa categoria sia le persone fisiche che le aziende.

Ecco quali sono i ammessi dal Conto Termico 2.0:

  1. La sostituzione di uno o più generatori di calore e l’installazione di prodotti ad alta efficienza energetica (esclusivamente per interventi con caldaie, stufe e termo-camini a biomassa
  2. Solo per gli impianti solari termici è ammessa la nuova installazione.

Di seguito ecco la lista completa:

Interventi 2A): Pompe di Calore

  • Sostituzione PdC Aria/Aria (Mono-Multi split) con nuova PdC Aria/Aria (Mono-Multi split)
  • Sostituzione PdC Aria/Acqua (Chiller) con nuova PdC Aria/Acqua (Chiller)
  • Sostituzione Caldaia (tutte le tipologie) con PdC Aria/Acqua (Chiller)
  • Sostituzione di scalda-acqua elettrico con scalda-acqua in pompa di calore
  • Sostituzione di caldaia (tutte le tipologie) con generatori Ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione “factory-made”)

Interventi 2B): Generatori a biomasse

  • Sostituzione di stufa a biomasse con Stufa a biomasse
  • Sostituzione di camino aperto con Inserto a biomasse
  • Sostituzione di termostufa a biomasse con Termostufa a biomasse
  • Sostituzione di caldaia a biomasse con Caldaia a biomasse
  • Sostituzione di termocamino a biomasse con Termocamino a biomasse

Interventi 2C): installazione collettori solari

  • Installazione di impianti solari termici

Dove posso recarmi per avviare la pratica?

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Fasce di consumo dell’energia elettrica: tutto quello che c’è da sapere

L’Autorità che si occupa di vigilare sulle tariffe delle compagnie operanti nel mercato libero ha stabilito le fasce orarie di consumo con l’obiettivo di favorire i comportamenti “virtuosi” da parte dei consumatori. Queste fasce orarie sono associate ad un costo di utilizzo differente e vengono rilevate direttamente dai contatori che sono appositamente programmati per calcolare i consumi durante la giornata.

Quindi quando hai attivato una tariffa a fasce orarie sarà il contatore a rilevare quando utilizzi la corrente e, quindi, il relativo prezzo. Le fasce orarie, come anticipato poc’anzi, sono state stabilite direttamente dall’Autorità e quindi non cambiano tra i vari operatori presenti sul mercato libero. Queste fasce sono identiche per tutte e sono in tutto 4.

Come sono suddivise le fasce orarie?

La fascia F1 riguarda l’orario di punta che va dalle 08.00 del mattino alle 19.00 di sera, dal lunedì al venerdì. Sono escluse da questa fascia le festività nazionali segnate in rosso sul calendario. Poi c’è la fascia F2 che è quella intermedia e che copre dalle ore 07.00 alle ore 08.00 del mattino e dalle 19.00 alle 23.00 dal lunedì al venerdì.

La fascia F2 si applica anche dalle ore 23.00 del sabato e non durante le festività nazionali. Infine c’è la fascia F3 che è definita quella fuori punta e che, quindi, va da mezzanotte alle 07.00 da lunedì al sabato e in tutta la domenica. L’ultima fascia è data dalla fusione della F2 e dalla F3 per cui si chiama F23.

Perché esistono le fasce di consumo per l’energia elettrica?

In parte abbiamo già anticipato la ragione che riguarda la promozione di atteggiamenti più virtuosi da parte dei consumatori attraverso incentivi economici. Inoltre c’è da considerare il fatto che le attività economiche lavorano a ritmi serrati durante il giorno mentre la sera sono praticamente ferme.

Se ai consumi energetici di queste attività si aggiungono quelli privati si ottiene un enorme dispendio energetico che causa anche maggiori costi di produzione. È per questo che produrre energia di sera o di notte ha un costo e un impatto minore e che si traduce anche in costi ribassati per i consumatori finali.

Conviene seguire le tariffe di consumo?

Un certo risparmio, seppur minimo, c’è e quindi si, in linea di massima conviene. Tuttavia l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile come il fotovoltaico ha comportato una diminuzione delle differenze di prezzo delle fasce anche se resta valida la regola per cui il surplus di domanda produce aumenti di prezzo mentre un eccesso di offerta lo fa diminuire.

Quale tariffa scegliere?

La differenza del prezzo dell’energia elettrica riflette il costo reale di produzione ed è soggetto a minime oscillazioni nel tempo. Per chi è ancora nel mercato a maggior tutela il costo dipende dalle pubblicazioni dell’Autorità che arrivano con cadenza trimestrale.

La differenza tra monoraria, bioraria o multioraria è quasi trascurabile. Per chi è con fornitori da mercato libero la convenienza dipende dalle offerte sottoscritte con il contratto. Certo è che la scelta deve dipendere anche dal tuo stile di vita e dalle tua abitudini come presenza di bambini in casa, turni di lavoro ecc…

Se per te è possibile sfruttare le ore serali per concentrare i consumi elettrici sicuramente è un buon modo per risparmiare in bolletta.

Sbalzi di tensione: tutto quello che c’è da sapere

Gli sbalzi di tensione o sbalzi di corrente sono eventi che possono danneggiare l’impianto elettrico domestico. Bisogna prestare molta attenzione quando questi si verificano e predisporre il proprio impianto di sistemi di sicurezza che proteggano elettrodomestici e dispositivi elettronici collegati.

Gli sbalzi di tensione sono un problema piuttosto diffuso

Uno sbalzo di tensione è un fenomeno molto comune che si verifica sia negli impianti elettrici domestici che in quelli industriali. In breve consiste in un abbassamento improvviso e repentino della tensione che causa scompensi sui dispositivi elettrici collegati all’impianto. I continui sbalzi di corrente possono danneggiare significativamente un circuito elettrico per cui se questi si verificano di frequente a casa occorre contattare il proprio gestore elettrico e segnalare urgentemente il problema.

La tensione nominale

Di solito il fornitore di energia elettrica offre una tensione “nominale” caratterizzata dalla cosiddetta fascia di tolleranza. Quando avviene uno sbalzo di tensione questa va al di fuori del margine causando assenze repentine del flusso di energia elettrica normalmente fornito. Questo fenomeno può essere causato da lavori sulla linea elettrica o da guasti di funzionamento per impianti vecchi, danneggiati o sottodimensionati. In alcuni casi si può verificare durante un temporale, motivo per cui è bene scollegare tutti i dispositivi connessi e attendere che sia passato.

Come limitare i danni

Per ridurre i danni causati dagli sbalzi di corrente occorre innanzitutto cercare di individuarne la causa e se questa non è un temporale occorre fare una segnalazione al proprio gestore. Quando è in arrivo un temporale sarebbe preferibile scollegare tutti gli elettrodomestici come computer, router, televisori e altri macchinari. Inoltre in commercio si trovano i filtri da sovraccarico che possono essere inseriti nelle prese per proteggere i dispositivi collegati.

Un altro metodo preventivo è quello di chiedere al proprio elettricista di fiducia l’installazione di limitatori di tensione. Si tratta di particolari componenti che entrano in azione durante le oscillazioni di tensione, proteggendo tutto l’impianto.

Inoltre è possibile installare gli stabilizzatori di tensione, strumenti in grado di regolare la tensione all’interno del range previsto dal proprio fornitore di energia. Inoltre gli impianti più moderni prevedono la presenza dell’interruttore magnetotermico che divide in compartimenti separati i vari collegamenti all’impianto.

Danni e risarcimenti

Gli sbalzi di tensione, molto di frequente, possono causare danni agli elettrodomestici di casa, anche irreversibili. Per questo in caso di temporale o guasto l’esborso economico potrebbe rivelarsi piuttosto oneroso. È per questo che dovresti sempre scollegare tutto in caso di lavori segnalati o quando sta per arrivare un brutto temporale.

Qualora dovessero verificarsi danni a elettrodomestici o dispositivi a seguito di uno sbalzo di corrente è possibile essere risarciti dal fornitore di energia elettrica ma solo se ci sono effettive responsabilità da imputare. Per esempio se il fornitore ha effettuato lavori sulla linea elettrica senza avvisare o se manca la corrente per otto ore consecutive.

Le modalità di rimborso e l’approvazione delle richieste, ovviamente, dipendono dal proprio operatore. Di solito queste informazioni vengono pubblicate sul sito web ufficiale oppure riferite da un operatore telefonico.

Mercato di maggior tutela: il punto della situazione

Il Mercato di Maggior Tutela è quello che fa riferimento alle forniture domestiche di luce e gas opposto a quello libero, nato con le “liberalizzazioni” che hanno concesso a fornitori privati di entrare in concorrenza. In questo articolo vediamo cos’è il mercato tutelato, quali sono le differenze con il mercato libero e quali sono le notizie a riguardo.

Condizioni economiche e offerte del mercato tutelato

Il servizio a maggior tutela non è più sicuro di quello libero, come potrebbe far intendere il nome. Semplicemente nel mercato tutelato le condizioni economiche di fornitura di luce e gas dipendono dall’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Le tariffe vengono stabilite ogni tre mesi e variano rispetto a domanda, offerta e altre variabili contingenti.

Mercato tutelato: come funziona

Il mercato tutelato riguarda tutti quegli utenti che, a partire dalle liberalizzazioni, sono rimasti con lo stesso fornitore senza passare al mercato libero. In genere queste persone hanno un fornitore di elettricità locale mentre per il gas ci sono varie opzioni disponibili.

Il mercato tutelato chiuderà nel 2022?

In ogni caso il mercato tutelato dovrebbe concludersi nel 2022 dopo una serie di indecisioni e slittamenti richiesti per consentire alle persone di informarsi correttamente e decidere con calma di effettuare il passaggio. La data è slittata dal 2018 al 2022 ma ancora non ci sono troppe certezze a riguardo.

Quali differenze ci sono tra mercato libero e tutelato?

Le differenze di costo si sono via via assottigliate. In realtà le tariffe e i contratti nel tutelato sono stabilite da ARERA mentre nel libero sono definite in base al mercato e alla libera concorrenza. Il mercato libero offre servizi aggiuntivi, combinazioni di offerte con altre aziende, programmi a punti e programmi fedeltà.

Posso aderire al mercato tutelato?

Visto che il mercato tutelato è in via di chiusura non è molto conveniente aderire in questo preciso momento storico anche se il passaggio obbligato potrà avvenire scegliendo soluzioni intermedie come la Tutela Simile.

Documenti necessari

Se però volessi aderire al Servizio tutelato dovrai fornire tutti i dati cliente e richiedere il recesso al tuo attuale fornitore. Ti servirà il documento valido di identità, il codice fiscale, una precedente bolletta, il codice di migrazione, l’iban e l’indirizzo di utenza.

Quanto costa il passaggio?

Il mercato terminerà con il fine di liberalizzare l’offerta energetica promuovendo un regime di concorrenza orientato alle fonti rinnovabili e a garantire risparmio e tutela dei clienti. Il passaggio da mercato libero a tutelato e viceversa comporta la sola spesa di pagamento del bollo di 16,00 euro.

Cosa fare se c’è un blackout (cosa fare se salta la luce)

Come comportarsi e cosa fare se si verifica un blackout? Si tratta della mancanza temporanea di corrente elettrica che può interessare un’abitazione o un’intera area geografica. Il tempo di durata del blackout varia in base all’entità del guasto o del problema che hanno causato l’interruzione della corrente. Si tratta di una situazione improvvisa che può durare anche per molte ore e per cui potrebbero verificarsi parecchi disagi, specialmente in quelle abitazioni dove non ci sono sistemi di sicurezza a batteria in caso di emergenza. Il blackout può anche causare danni a circuiti elettrici ed elettrodomestici quando deriva da un guasto grave. In altri casi potrebbe essere un evento programmato per la presenza di lavori di manutenzione ma in questo caso viene opportunamente segnalato.

Cerca di individuare la causa scatenante

Prima di prendere iniziative ti consigliamo di fare delle verifiche contattando il fornitore di energia e appurando che non ci siano guasti nella tua abitazione. Potrai provare a riavviare l’interruttore generale presso il tuo quadro elettrico e verificare con l’operatore se è necessario aprire una segnalazione per guasto. Se il blackout riguarda tutta un’area, il tuo vicinato o il condominio potrebbero esserci guasti più ampi e quindi potrebbe essere il caso di chiamare i Vigili del Fuoco. Prima di chiamare verifica che non ci siano bollette non pagate per cui, al superamento di una quota minima di potenza il quadro elettrico si stacca automaticamente per insolvenza.

Proteggi i dispositivi elettronici di casa

Rimani calmo e fai le verifiche preliminari, evitando di toccare cavi elettrici e di inoltrarti in situazioni pericolose al buio. Prova a distaccare tutti i dispositivi collegati alla corrente perché, in caso di riavvio si potrebbe verificare uno sbalzo di corrente. Conviene sempre scollegare gli elettrodomestici non indispensabili durante il blackout per evitare un eventuale danneggiamento in caso di riavvio. Evita anche di aprire frigoriferi e congelatori che, rimanendo chiusi, preserveranno più a lungo le temperature interne.

In caso di temporale

Se il blackout è dovuto a un forte temporale, a meno che tu non sia provvisto di un salvavita o di dispositivi di sicurezza appositi, converrà scollegare tutti i dispositivi connessi alla corrente come computer, televisori, lavatrici, lavastoviglie, router e cellulari in carica. Con degli appositi limitatori installati sul quadro elettrico è possibile prevenire danni alle prese in caso di sbalzi di corrente. Ti sconsigliamo di uscire di casa perché conviene attendere che il temporale sarà passato. L’unica cosa che conviene fare è stare al chiuso, al sicuro, con la corrente momentaneamente scollegata. In caso di balckout di zona per via di un temporale non dovrai far altro che attendere il ripristino della fornitura.

Comportati responsabilmente

Un blackout può indurre a panico e gesti sconsiderati come spesso accade quando a rimanere senza corrente è un’intera comunità. Potrebbe verificarsi l’interruzione di semafori e illuminazione stradale, il blocco di ascensori e tutta una serie di disagi per i quali conviene stare al sicuro. Evita di intasare le linee di soccorso per motivazioni futili in modo di permettere a chi è in pericolo di poter essere messo in salvo più velocemente.

Allaccio gas e luce: modalità, costi e tempi

Come funziona l’allaccio di corrente e gas? Quanto costa? Quanto tempo occorre? Cosa bisogna fare? Come procedere? Queste sono le domande più comuni che attanagliano i consumatori in caso di allaccio di una fornitura di luce e gas e, per questo, abbiamo pensato di chiarire con questa guida tutto quello che devi sapere.

Innanzitutto parliamo di tempistiche. Per allacciare un’utenza di fornitura di luce o gas possono volerci da due settimane a due mesi. La durata della procedura dipende dalla rete locale di distribuzione e dai lavori strutturali da compiere se sono necessari.

Come fare la richiesta di allaccio luce e gas?

Dovrai rivolgerti al fornitore o al distributore. Nel primo caso sottoscriverai un contratto di fornitura e il fornitore contatterà la società distributrice dandoti un appuntamento con il tecnico preposto all’allaccio. Se contatti il distributore, invece, ti verrà installato il contatore senza la fornitura.

Allaccio energia elettrica

Per procedere ti occorrerà fornire potenza disponibile, numero di concessione edilizia e indirizzo di fornitura. Di solito le case vengono fornite a bassa tensione a meno che tu non richieda condizioni differenti. In caso di allaccio su seconda casa la questione è simile ma saranno richiesti ulteriori dati sull’immobile. Normalmente si procede con un sopralluogo finalizzato a studiare come avverrà l’operazione.

L’iter prevede la trasmissione della tua richiesta al distributore da parte del fornitore entro due giorni. Ci vorranno poi venti giorni lavorativi per l’invio del preventivo di allacciamento. Accettando il preventivo dovrai pagare l’importo richiesto entro quindici giorni per lavori semplici e sessanta per lavori complessi.

Il costo dipende dalla tipologia di lavoro e dalla quota distanza, ovvero lo spazio in linea reta dalla fornitura da allacciare e la cabina di riferimento più vicina. A questo si aggiunge la quota fissa che verrà spiegata nel preventivo.

La quota distanza è così strutturata:

  • entro 200 metri o, indipendentemente dalla distanza effettiva in caso di casa di residenza: 184,48 €; 
  • da 200 a 700 m.: per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri 92,47 €;
  • da 700 a 1.200 metri: per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri 184,48 €;
  • Quota aggiuntiva oltre 1.200 metri: per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri 368,96 €.

Infine ci sarà da pagare la quota potenza che è indicata nel contratto di fornitura.

Allaccio fornitura gas

In questo caso dovrai prendere contatti con il fornitore e inviare formale richiesta come stabilito dalle indicazioni dello stesso. Occorrerà fornire l’indirizzo di fornitura, i dati del cliente, la destinazione d’uso e i dati catastali dell’immobile.

Anche in questo caso potrebbero volerci fino a 60 giorni per l’inoltro della richiesta, il sopralluogo, l’appuntamento e l’effettivo allaccio previa accettazione del preventivo. L’operazione si intende completata quando sarà attivata la fornitura.

In ogni caso ricorda che le opere murarie eventualmente necessarie saranno a tuo carico mentre l’allacciamento e l’installazione sono pertinenza del distributore.

Servizio elettrico nazionale, numeri e contatti

Il Servizio Elettrico Nazionale è una società che gestisce la fornitura di energia elettrica nelle aree di concessione tramite il servizio di maggior tutela. Le condizioni contrattuali della fornitura del servizio sono regolate da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il servizio elettrico nazionale a maggior tutela è applicabile a clienti residenziali, non residenziali e alle utenze di illuminazione pubblica che non si servano da fornitori appartenenti al mercato libero.

Cos’è il Servizio a Maggior Tutela?

Si tratta di un sistema di fornitura di energia elettrica a tariffe unificate, sia per luce che per gas. Queste tariffe sono stabilite da Arera ogni tre mesi, in base all’andamento del mercato e ad altri fattori contingenti. Differentemente il mercato libero, nato con la liberalizzazione del settore energetico, è caratterizzato da compagnie private in concorrenza che propongono le loro offerte in base al mercato e all’utenza.

Quali sono le differenze?

Innanzitutto il servizio a Maggior Tutela stabilisce i prezzi in base all’Autorità sopra citata mentre nel mercato libero queste sono definite autonomamente dalle aziende private. La maggior tutela permette la scelta tra tariffa monoraria e bioraria sempre rispetto alle tariffe stabilite da Arera.

Fine del mercato a Maggior Tutela

Nel 2022 il Mercato a Maggior Tutela terminerà, ovvero sarà abolito. Questo cambiamento è stato approvato dal 2018 ma è slittato varie volte con un ultimo rinvio al 2020. La legge di riferimento è la seguente:

Decreto Legge 30 dicembre 2019, n.162 art 12

Tuttavia questa data è ancora incerta perché i rinvii non hanno ancora chiarito ai consumatori entro quando adeguarsi al cambiamento. In ogni caso tutti possono attivare ad oggi utenze sia nel mercato libero che in quello tutelato, scegliendo il prezzo più conveniente. Dal 2022 l’abolizione delle tariffe a maggior tutela segnerà il completo passaggio al mercato libero che prevede la scelta di un fornitore per completare definitivamente il passaggio.

Numeri e contatti del Mercato a Maggior Tutela

Per stipule, disdette, modifiche di potenza, letture del contatore, informazioni sui consumi, reclami o domiciliazioni puoi chiamare il numero 800 900 800 dal lunedì alla domenica, dalle 07.00 alle 22.00.  

Nel caso in cui chiamassi da telefono cellulare, invece, il numero da chiamare è 199 50 50 55. Anche in questo caso il call center rispetta gli stessi orari.

Se chiami dall’estero per la risoluzione di qualsiasi problematica relativa alla fornitura di gas ed energia il numero a cui chiamare è +39 02 30172011    

Le telefonate provenienti dall’exclave italiano in territorio elvetico Campione D’Italia hanno un numero apposito da contattare per qualsiasi esigenza: 0 800 557 734     

Infine in caso di guasti da segnalare per chiamate dall’Italia è 803 500 mentre per chiamate da Campione d’Italia è 0 800 836 741     

Il quadro elettrico: una piccola guida per i consumatori

Il quadro elettrico è una componente dell’impianto elettrico che assicura il passaggio della corrente in tutta casa. Spesso viene chiamato anche quadro di distribuzione proprio perché è il punto di partenza di tutti i cavi che fanno funzionare ed elettrodomestici. I cavi, quindi, principiano nel quadro elettrico e poi si diramano in tutta l’abitazione. Conoscere il funzionamento e l’utilità di un quadro elettrico richiede competenze molto approfondite. Per quel che ci interessa in questo articolo ci concentreremo su nozioni di base, utili al corretto funzionamento in totale sicurezza. Per guasti e problemi tecnici non intervenire affidandoti alle guide online ma contatta immediatamente in tecnico qualificato.

Le leggi che regolano i quadri elettrici

Un quadro elettrico serve ad alimentare tutti i circuiti di un’abitazione, tra cui prese di corrente e luci. Deve essere caratterizzato da circuiti sezionati che interrompano l’alimentazione nel caso in cui si verifichino sovraccarichi o cortocircuiti. Con l’entrata in vigore delle norme CEI EN 61439-1 e 61439-2 è stata sostituita la precedente CEI EN 6439-1 nel 2014.

Cosa prevedono queste leggi?

La prima, la norma CEI EN 61439-1 stabilisce le caratteristiche tecniche e le prescrizioni per la costruzione dei quadri elettrici a bassa tensione. Inoltre prevede i metodi di verifica aggiornati per i testi di sovratemperatura e cortocircuito. Il testo è ovviamente molto complesso e corredato di allegati che sono riservati, per l’appunto, agli addetti ai lavori.

La norma CEI EN 61439-2, invece, stabilisce le caratteristiche regolamentari per i quadri elettrici a tensione non superiore ai 1000 Volt a corrente alternata o a 1500 Volt per quelli a corrente continua. Anche questa norma prevede un aggiornamento delle prescrizioni, dei parametri e delle revisioni necessarie ad assicurare il corretto funzionamento.

Come si struttura un quadro elettrico a norma?

Inoltre entrambe specificano le parti componenti di un quadro elettrico a norma che si compone di parti meccaniche, equipaggiamenti e segregazioni. Le parti meccaniche sono ciò che costituisce l’involucro e la protezione del sistema. L’equipaggiamento si compone dei dispositivi di comando e controllo rispetto alla comunicazione con i collegamenti. Infine le segregazioni sono le suddivisioni interne del quadro che permettono di regolare la tensione elettrica a comparti stagni, mantenendo in tensione tutte le parti.

Altre informazioni utili

Il giusto posizionamento del quadro elettrico dipende dalla posizione del contatore. Generalmente la regola da seguire dice che il quadro debba essere posizionato a valle del contatore pre-istallato dall’azienda di fornitura elettrica. Tutto dipende dalle necessità perché, i quadri elettrici possono essere da esterno o da interno. Di solito un quadro elettrico è caratterizzato dall’involucro esterno, dall’interruttore generale e dagli interruttori magnetotermici oltre ai differenziali, i salvavita. Questa conformazione fa sì che il circuito luci sia separato da quello delle prese per assicurare la continuità del servizio. Inoltre le norme vigenti stabiliscono che il quadro elettrico debba essere di dimensioni maggiori del 15% per consentire l’installazione di moduli aggiuntivi di riserva e che i circuiti debbano essere protetti dal sovraccarico con il corretto bilanciamento della corrente nominale. Il quadro elettrico deve necessariamente essere installato da un tecnico abilitato o da un’impresa qualificata.