ecobonus-incentivi

Come abbiamo già visto precedentemente, il nuovo bilancio approvato dal Governo ha stabilito i punti per rifinanziare gli incentivi per ecobonus per l’acquisto di veicoli nuovi ad emissioni ridotte, a partire dal 1° gennaio 2021.

Secondo quanto è stato stabilito, sono stati stanziati circa 420 milioni a favore del settore automotive, ma solo per l’acquisto di vetture nuove ed elettriche, ibride, a benzina e diesel fino a 135 g/km di CO2.

Cosa succede alle auto elettriche? Incentivi 2021

Per quanto riguarda le macchine elettriche, ci sono circa 120 milioni di fondi stanziati che dovrebbero essere riservati all’acquisto di veicoli a batteria, a cui vanno aggiunti i fondi già previsti dalla Legge di Bilancio 2019. In totale saranno disponibili 490 milioni.

Per tutte le altre autovetture con un tipo diverso di carburante, che sia diesel o full-hybrid, le emissioni salgono fino a 135 g/Km di CO2, il fondo a disposizione è di 250 milioni. Precedentemente, il limite delle emissioni tollerato si aggirava sui 110g/km, ma è stato alzato a 135 g/km perché si è tenuto conto dell’incremento delle emissioni misurate con il ciclo WLTP (nuova procedura che dal 1 gennaio 2021 sostituisce il NEDC).

I cittadini che decidono quindi di acquistare un veicolo nuovo Euro 6 con emissioni fino a 135 g/Km di CO2, dovranno rottamare un’auto vecchia almeno 10 anni. Limite di attesa per l’acquisto: maggio 2021.

L’innalzamento della soglia

Ma le novità non vengono mai da sole, perchè la seconda introdotta e forse la più importante riguarda l’innalzamento della soglia di CO2 da 110 a 135 g/km. Questo tipo di modifica alla soglia andrebbe anche ad intaccare le soglie dei bonus rilasciati: andiamo a scoprire come.

FASCIA CO2 g/km INCENTIVO ROTTAMAZIONE INCENTIVO SENZA ROTTAMAZIONE LIMITE PREZZO
0-20 8.000 euro (+2.000 euro di contributo del concessionario) 5.000 euro (+1.000 di contributo del concessionario) 50.000 €
21-60 4.500 euro (+2.000 di contributo del concessionario) 2.500 euro (+1.000 di contributo del concessionario) 50.000 €
61-135 g/km (fino a giugno 2021) 1.500 euro (+2.000 di contributo del concessionario) 0 euro 40.000 €

Per quanto riguarda le auto elettriche ed ibride ( con fasce di emissione che partono da 0-60 g/km di CO2) il bonus vale per tutto il 2021 mentre per le motorizzazioni termiche (per cui è prevista la rottamazione) termina a giugno 2021.

 

Due bonus che si sommano

I nuovi incentivi per le auto elettriche e ibride plug-in si sommano con l’Ecobonus introdotto con la Legge Finanziaria 2019 e valido anche per tutto il 2021. Cambiano anche le fascie di listino per le auto che vanno dalla fascia 0-60 g/km (minimo 50.000 euro) a quelle 61-135 g/km (40.000 euro). Ricordiamo che con le auto elettriche l’Ecobonus non è cumulabile con lo sconto del 40% per le famiglie con un ISEE fino a 30 mila euro.

Come si fa a richiedere questo nuovo bonus? Consulta il sito del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), o chiamaci al nostro numero verde gratuito per richiedere informazioni.

Negli articoli precedenti abbiamo spiegato come fare per ottenere il nuovo ECOBONUS, e tutti i requisiti adatti per accedere a questo incentivo. Attualmente, ci sono ancora 200 milioni disponibili finanziati dallo Stato.

In questo articolo, invece, parleremo delle irregolarità e in particolar modo degli abusi edilizi. Questi elementi influiscono sulla domanda per ottenere le agevolazioni, nel senso che, dato che per ottenere benefici fiscali bisogna essere in regola con tutte le norme di conformità.

C’è da dire che bisogna distinguere i casi: ci sono molti soggetti richiedenti che vanno incontro a situazioni di lieve inadempimento. Queste persone sono state inserite in una particolare categoria, che è stata regolata in questo modo: secondo quanto recita l’articolo 10, comma 1, lettera p) del Decreto Semplificazioni ha introdotto il nuovo articolo 34-bis al testo unico dell’edilizia, definendo il concetto di tolleranze costruttive. In base al quale:

“il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro il limite del 2% delle misure previste nel titolo abilitativo.

Costituiscono inoltre tolleranze esecutive le irregolarità geometriche e le modifiche alle finiture degli edifici di minima entità, la diversa collocazione di impianti e opere interne.”

In caso di inadempienza forte

Il caso è diverso  per chi era già stata prevista una sorta di tolleranza, come il mancato rispetto delle norme che regolano gli allineamenti indicati nel programma di fabbricazione, il piano regolatore generale e i piani di esecuzione. Le regole generali sono contenute nell’articolo 49 del Testo unico dell’edilizia per eventuali chiarimenti.

Nella terza e ultima opzione, nel caso in cui la domanda venda rigettata completamente, esiste sempre la possibilità di rientrare nel bonus chiedendo un condono edilizio (con certificati e asseverazioni) necessarie per chiedere l’Ecobonus.

ATTENZIONE AI SITI DI SCAMMING

Sono online molti siti ”truffa” con nomi quasi uguali a quello originale: come buonomobilità.it (scritto con l’accento). Questi siti internet sono molto pericolosi, perchè i malfattori potrebbero aver installato malware o virus in grado di rubare tutte le informazioni personali. Quindi attenzione a chi pubblicizza siti fasulli.

 

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conto termico ecobonus

Conto Termico 2.0, ecco il nome dell’incentivo nato per aiutare imprese e famiglie a passare ad una fonte di energia rinnovabile. Si tratta di un incentivo economico riconosciuto che mira all’attuazione di un piano lavoro per il potenziamento dell’efficienza energetica e della produzione di energia termica proveniente da fonti rinnovabili, e può essere effettuato solo su immobili esistenti.

L’incentivo è stato espresso in maniera economica e non fiscale, per questo il beneficiario otterrà tramite bonifico bancario la somma corrisposta per i lavori, erogata direttamente dal GSE, sul proprio conto corrente. Ricordiamo che questo bonus è operativo dal 2016: (Decreto Ministeriale 16-02-2016).

“Il Conto Termico 2.0″ inoltre varia in funzione delle prestazioni energetiche del generatore, e la percentuale corrisposta al beneficiario cambierà in base alla zona climatica in cui si esegue l’intervento (secondo quanto riportato, più la zona è fredda, maggiore sarà l’incentivo ricevuto).

Informazioni sul corrispettivo da riscuotere

Se l’importo dell’incentivo rilasciato sarà pari o inferiore a 5.000,00 euro, si riceverà il pagamento dell’incentivo tramite bonifico bancario eseguito dal GSE in un’unica soluzione dopo circa 5/6 mesi dalla data di installazione del prodotto (di solito ci vogliono dai 30 ai 90 giorni dalla data di approvazione).

Mentre per quanto riguarda i privati (sono rinchiuse in questa categoria sia le persone fisiche che le aziende.

Ecco quali sono i ammessi dal Conto Termico 2.0:

  1. La sostituzione di uno o più generatori di calore e l’installazione di prodotti ad alta efficienza energetica (esclusivamente per interventi con caldaie, stufe e termo-camini a biomassa
  2. Solo per gli impianti solari termici è ammessa la nuova installazione.

Di seguito ecco la lista completa:

Interventi 2A): Pompe di Calore

  • Sostituzione PdC Aria/Aria (Mono-Multi split) con nuova PdC Aria/Aria (Mono-Multi split)
  • Sostituzione PdC Aria/Acqua (Chiller) con nuova PdC Aria/Acqua (Chiller)
  • Sostituzione Caldaia (tutte le tipologie) con PdC Aria/Acqua (Chiller)
  • Sostituzione di scalda-acqua elettrico con scalda-acqua in pompa di calore
  • Sostituzione di caldaia (tutte le tipologie) con generatori Ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione “factory-made”)

Interventi 2B): Generatori a biomasse

  • Sostituzione di stufa a biomasse con Stufa a biomasse
  • Sostituzione di camino aperto con Inserto a biomasse
  • Sostituzione di termostufa a biomasse con Termostufa a biomasse
  • Sostituzione di caldaia a biomasse con Caldaia a biomasse
  • Sostituzione di termocamino a biomasse con Termocamino a biomasse

Interventi 2C): installazione collettori solari

  • Installazione di impianti solari termici

Dove posso recarmi per avviare la pratica?

In questi ultimi mesi, abbiamo assistito tutti alla nascita e sviluppo del COVID 19, per questo motivo richiedere un appuntamento in banca o con un consulente potrebbe essere difficile e pericoloso anche per la salute di intere famiglie. I nostri consulenti specializzati di Salvaconto però potranno intervenire subito grazie alle consulenze online e gratuite, e potranno assistervi in qualsiasi momento. Basta contattare il form con i propri dati per essere ricontattati gratuitamente e senza nessun impegno.

ecobonus mobilita

Il Buono Mobilità è uno degli incentivi messi a disposizione dallo Stato. Se si vuole acquistare un veicolo elettrico ad impatto inquinante 0, questo bonus potrà farti risparmiare fino al 60% , per un totale di 500€ massimi erogabili come sconto, salvo esaurimento dei fondi previsti dal decreto. Il sito ufficiale da visitare per ogni chiarimento è https://buonomobilita.it.

La situazione in questi mesi è stata molto altalenante: infatti tutti i fondi destinati ai cittadini sono terminati dopo pochi giorni dal rilascio, e la priorità era stata concessa ai cittadini che avevano già acquistato un monopattino o una bici elettrica.

A tranquillizzare tutti ci ha pensato la dichiarazione del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che recita in un appello rivolto a tutti gli utilizzatori del buono: ‘‘Abbiamo richiesto altri fondi nella legge di Stabilità e assicuro che tutti coloro che hanno una fattura o uno scontrino che il rimborso ci sarà. I cittadini che prenoteranno un voucher nei prossimi giorni saranno rimborsati. Nessun sarà lasciato indietro”.

 

Situazione bloccata al momento, ma nuovi fondi in arrivo

Nonostante questa dichiarazione rilasciata poco tempo fa, sul sito ufficiale si legge ancora:

”La dotazione di risorse del «Programma sperimentale buono mobilità» per l’anno 2020, pari a euro 215 milioni di euro, somma sino alla cui concorrenza la Legge riconosce il diritto al beneficio, è terminata nell’erogazione dei rimborsi e nella prenotazione dei buoni. Il Ministero dell’Ambiente considera strategiche le politiche di incentivo alla mobilità sostenibile ed in particolare alla mobilità dolce che consente di soddisfare le esigenze di mobilità in ambito urbano con impatti ambientali minimi.

Per tali motivi il Ministero dell’Ambiente è impegnato nel reperire ulteriori risorse da appostare per l’annualità 2020 del Programma sperimentale: buono mobilità. Pertanto, quanti abbiano effettuato acquisti di beni e servizi incentivati dal Programma tra il 4 maggio 2020 e il 2 novembre 2020 e non abbiano ottenuto il rimborso per mancanza di risorse, sono invitati a conservare i relativi documenti contabili”.

Quindi basterà aspettare che la situazione si sblocchi anche sul sito, e tra poco tutti i cittadini saranno abilitati ad entrare nella lista d’attesa virtuale.

 

COSA FARE UNA VOLTA SUPERATA LA LISTA D’ATTESA

La prima cosa da fare sarà aspettare il proprio turno sul sito, una volta collegati con i nostri dati personali tramite SPID. Alle 09:00 scatterà il click day, in cui chi si collega prima riuscirà a ottenere più rapidamente il bonus.  Nella prima mezz’ora, tutti gli utenti in sala di attesa riceveranno quindi un posto in una coda virtuale.

 

COSA BISOGNA AVERE A PORTATA DI MANO

Ecco cosa biosgna avere a portata di mano per non lasciarsi scappare l’occasione e non rifare di nuovo la fila virtuale:

-Dati SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) con tutte le credenziali di accesso
-Documento di acquisto intestato a proprio nome (fattura o scontrino parlante) in formato pdf
-Coordinate bancarie per l’operazione di rimborso

Ricordiamo sempre che ”il contributo potrà essere erogato fino ad esaurimento dei fondi disponibili” quindi, l’ingresso nella sala d’attesa virtuale e il posto in coda non garantiscono il rimborso. Nonostante questo, il Ministero ha già espresso la volontà di rifinanziare il Bonus Mobilità anche il prossimo anno, così da poter garantire a tutti il voucher.

 

A chi è rivolto il rimborso

Il Buono Mobilità è rivolto principalmente ai cittadini che vivono nei capoluoghi di Regione, Città metropolitane e nelle provincie e comuni con più di 50mila abitanti. Inoltre, è previsto il rimborso delle spese sostenute dal 4 maggio al 2 novembre 2020, oppure un buono spesa per chi prevede di fare un acquisto dopo il 3 novembre.

Le fasce per il buono si dividono in 2 scaglioni: fascia 1 da 500 euro (che comunque non andrà oltre il 60% del prezzo) e fascia 2 da 300 euro (per gli acquisti che non superano i 500 euro di spesa).

ATTENZIONE AI SITI DI SCAMMING

Sono online molti siti ”truffa” con nomi quasi uguali a quello originale: come buonomobilità.it (scritto con l’accento). Questi siti internet sono molto pericolosi, perchè i malfattori potrebbero aver installato malware o virus in grado di rubare tutte le informazioni personali. Quindi attenzione a chi pubblicizza siti fasulli.

 

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ECOBONUS in breve

L’ Ecobonus racchiude tutte le agevolazioni predisposte dal Governo Italiano per l’attuazione di interventi finalizzati a:

  • migliorare l’efficienza energetica
  • riqualificare gli edifici
  • renderli sicuri in caso di eventi sismici.

Inoltre, a queste opzioni si aggiungono però altri aspetti da considerare: come la manutenzione delle zone verdi, la ristrutturazione delle facciate di un condominio/edificio, l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e anche molte detrazioni per quanto riguarda il discorso della rottamazione.

Chi può ottenerlo?

Possono usufruire dell’Ecobonus 2020 tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono (anche in parte) l’immobile oggetto di intervento.

Sono idonei a ricevere le agevolazioni:

  • Le persone fisiche;
  • I contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • gli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, e gli enti con le stesse finalità sociali, costituiti entro il 2013;
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;

Possono usufruire dell’Ecobonus 2020 anche:

  • i titolari di un diritto reale sull’immobile;
  • i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali,
    gli inquilini;
  • coloro che hanno l’immobile in comodato;
  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile;

Quali interventi di riqualificazione sono consentiti?

L’agevolazione fiscale funziona così: vengono detratte quote dall’Irpef o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società), ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici. Ecco nel dettaglio cosa può essere richiesto:

  • riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia per il riscaldamento invernale dell’intero fabbricato (fino a 100mila euro);
  • interventi sull’involucro degli edifici riguardanti strutture orizzontali (coperture, pavimenti), verticali (pareti generalmente esterne), finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati (fino a 60mila euro);
  • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno comune. Sono comprese: strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università (fino a 60mila euro);
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, con la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione ad aria o ad acqua (fino a 30mila euro);
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione (senza limite);

Altri interventi per poter richiedere l’ECOBONUS 2020:

  • schermature solari provviste di marchio CE (quindi secondo quanto previsto dalle leggi e normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica), fino a 60mila euro;
  • impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (fino a 30mila euro);
  • dispositivi digitali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative (senza limite);
  • micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (senza limite);
  • generatori d’aria calda a condensazione (senza limite).

Detrazioni per interventi di sostituzione di scaldabagno / scaldacqua

E’ stata inoltre esteso il tempo per presentare la domanda di detrazione alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda. Il bonus spetta a condizione che le predette pompe di calore garantiscano un coefficiente di prestazione che sia superiore a COP>2,6 (secondo la normativa EN 16147).

Il limite massimo di risparmio va suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell’immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell’onere effettivamente sostenuto da ciascuno.

Nota: *La detrazione non è ammessa per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con uno scaldacqua a gas.

Quali sono le percentuali di detrazione?

Le percentuali di detrazione variano a seconda della tipologia dell’intervento, quindi che riguardi la singola unità immobiliare o edifici condominiali; inoltre viene preso in considerazione anche l’anno in cui è stato effettuato. Le detrazioni, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, sono le seguenti:

  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi,
  • acquisto e posa in opera di schermature solari,
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da combustibili.

Cosa succede per le caldaie

Per le caldaie a condensazione la detrazione del 65%  sarà ancora disponibile solo nel caso in cui  siano dotate di sistemi di termoregolazione evoluti (oltre ad essere ovviamente di classe A).

Anche per quanto riguarda gli interventi sugli edifici condominiali la detrazione è ridotta al 50% per le spese sostenute dal 1 gennaio 2018. Ciò riguarda i lavori su: infissi, schermature solari o la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Numerosi vantaggi per i condomini

La detrazione sarà ripartita in 10 rate annuali di pari importo, ecco le percentuali:

  • 70%, se gli interventi interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie lorda dello stesso;
  • 75%, quando gli interventi sono diretti a migliorare la prestazione energetica (estiva ed invernale) e rispettino la qualità media indicata nel decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno 2015.

Nota: *Le detrazioni valgono per le spese effettuate tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 e vanno calcolate su un totale da non superare di 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Come funziona l’Ecobonus nelle zone sismiche?

Se i lavori vengono realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche, che possono essere di categoria: 1, 2 o 3, sono finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico.

Si potrà beneficiare di una detrazione dell’80%, con il passaggio a una classe di rischio inferiore, e  dell’85% con la riduzione di 2 o più classi. Per ragioni economiche, il limite massimo di spesa consentito è di 136.000 euro, che andrà moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Ecco i documenti necessari per aderire:

Per beneficiare dell’agevolazione fiscale è necessario essere in possesso dell’autorizzazione da parte di un tecnico abilitato che dimostra che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti richiesti.

Questa va allegata all’attestato della prestazione energetica degli edifici (Ape), redatto da un tecnico non coinvolto nei lavori. Riordiamo che l’ENEA effettua controlli su queste attestazioni. Una dichiarazione non veritiera, comporta la decadenza del beneficio.

Occorre anche produrre la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, redatta secondo lo schema riportato nell’allegato E o F del decreto 19 febbraio 2007. La scheda deve contenere:

  • i dati identificativi della persona ha sostenuto le spese e quelli dell’edificio su cui i lavori sono stati eseguiti;
  • la tipologia di intervento eseguito e la quantificazione del risparmio di energia che ne deriva;
  • il costo, dove sarà specificato l’importo per le spese professionali e quello utilizzato per il calcolo della detrazione;

Procedura per l’Ecobonus

 

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori occorre trasmettere all’Enea (www.enea.it):

  • le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica, attraverso l’allegato A al decreto 19 febbraio 2007;
  • la scheda informativa (che sitrova all’interno dell’allegato E o F al decreto suddetto), relativa agli interventi realizzati.
  • La trasmissione deve avvenire in via telematica, attraverso il sito web dell’Enea citato sopra.

La data di fine lavori deve coincidere con il giorno del cosiddetto “collaudo” (e non di effettuazione dei pagamenti) o dell’attestazione della funzionalità dell’impianto. In base al tipo di intervento  (se non è richiesto il collaudo), il contribuente può prorogare la data di fine lavori con la documentazione emessa dell’azienda che sta svolgendo i lavori (o dal tecnico di turno). L’autocertificazione del contribuente in questo caso non è valida o accettata.

Le agevolazioni sull’IVA

Per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e non, realizzati su immobili residenziali, è prevista una detrazione dell’Iva del 10%.

Per quanto riguarda invece le cessioni di beni, “lo sconto” si applica solo quando la relativa fornitura è fa parte del contratto di appalto. Se l’appaltatore fornisce “beni di valore“, come:

  • ascensori e montacarichi;
  • infissi esterni ed interni;
  • caldaie;
  • video citofoni;
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
  • sanitari e rubinetterie da bagno;
  • impianti di sicurezza;

Pagamenti e accesso a detrazioni previste dall’Ecobonus

I contribuenti non titolari di reddito di impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario, completo di:

  • Nome, cognome e codice fiscale della persona che effettua il pagamento e a cui sono intestate le fatture per i lavori;
  • La causale del versamento con i riferimenti normativi;
  • Il codice fiscale del beneficiario;
  • Il numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale sarà effettuato il bonifico.

I contribuenti titolari di reddito di impresa sono invece esonerati dall’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale. In tal caso, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.

I documenti da tenere sempre sotto mano

Per fruire del beneficio fiscale è necessario conservare e, a richiesta, esibire all’Amministrazione finanziaria, la documentazione relativa agli interventi realizzati:

  • il certificato di autorizzazione ai lavori redatto da un tecnico abilitato;
  • la ricevuta di invio recuperata tramite internet o la ricevuta della raccomandata postale inviata all’Enea;
  • le fatture o le ricevute fiscali che provano le spese sostenute per la realizzazione degli lavori;
  • per chi invece non è titolare di reddito d’impresa: la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento.