Quando acquistiamo una moto di seconda mano dobbiamo necessariamente procedere attraverso il passaggio di proprietà. Questa operazione deve concludersi entro sessanta giorni dall’acquisto attraverso una procedura specifica che si caratterizza da moduli da compilare e pagamenti da effettuare. Se è la prima volta che effettui un passaggio di proprietà qui di seguito troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno per procedere.

Il passaggio di proprietà della moto

Chi si appresta ad acquistare una moto usata deve provvedere ad effettuare il passaggio di proprietà. L’operazione deve essere effettuata entro 60 giorni dall’acquisto: la procedura da seguire e la spesa da sostenere cambiano a seconda che si tratti di un motociclo o un ciclomotore.

L’acquisto di una moto usata (e in generale di qualsiasi veicolo a motore) è subordinato alla conclusione del passaggio di proprietà, una procedura che consente di trasferire la titolarità del mezzo dal venditore al compratore.

La procedura da seguire per le due ruote è differente a seconda che il trapasso riguardi un motociclo (moto e scooter di cilindrata superiore ai 50 centimetri cubici) o un ciclomotore (cilindrata inferiore ai 50 centimetri cubici): vediamo le differenze.

Passaggio di proprietà della moto

Come dicevamo poc’anzi l’acquisto di una  moto di seconda mano, così come per qualsiasi veicolo a motore, richiede la procedura del trasferimento della proprietà dal venditore all’acquirente. Per le moto la procedura varia in base alla cilindrata e, quindi, al tipo di veicolo, ovvero motociclo (cilindrata superiore a 50cc) e ciclomotore (cilindrata inferiore a 50 cc).

Ci sono vari modi per procedere. Il più rapido prevede il supporto dell’agenzia di pratiche auto o dell’Agenzia ACI più vicina ma, chiaramente, si tratta di un servizio a pagamento. Per chi volesse procedere in modo autonomo spendendo meno, invece, è possibile fare riferimento agli uffici del Pra (Pubblico Registro Automobilistico) oppure alla Motorizzazione Civile.

Per il passaggio sono necessari i seguenti documenti:

-Copia del libretto di circolazione

-Certificato di proprietà del mezzo o Documento Unico di Circolazione

-Documento di identità e codice fiscale di acquirente e venditore

-Atto di vendita autenticato dal venditore

Costi del passaggio di proprietà della moto

Il costo complessivo di questa operazione ammonta ad un centinaio di euro. Nello specifico comprende:

  • 16 euro per la marca da bollo necessaria all’autentica della firma
  • 27 euro da destinare al servizio ACI
  • 10,20 euro  di spese per i diritti DTT, ovvero per il Dipartimento Trasporti Terrestri
  • 32 euro per la trascrizione del passaggio al PRA
  • 16 euro per l’imposta dovuta all’aggiornamento del libretto di circolazione

Il trasferimento di proprietà

Il trasferimento di proprietà della moto, quindi, può essere effettuato in vari modi e, tra questi, il più economico è quello proposto dalla motorizzazione civile.

La procedura richiede la presentazione del certificato di circolazione della moto e il modello TT2118 che puoi scaricare dal Portale dell’Automobilista. Compilando tutti i campi e allegando le copie dei documenti di identità e dei codici fiscali il passaggio verrà effettuato in via amministrativa in una settimana lavorativa.

Il nuovo acquirente, a questo punto, dovrà presentare la domanda per il rilascio della targa perché la vecchia resterà di proprietà del venditore.

La constatazione amichevole, nota anche come CAI, è un modulo che permette a conducenti coinvolti in un sinistro stradale di descrivere in che modo questo si sia verificato. Il motivo per cui è definito “amichevole” risiede nell’opportunità di abbreviare le tempistiche di risarcimento e, quindi, di evitare controversie tra le persone coinvolte. Si tratta di un documento ufficiale di denuncia del sinistro che può essere firmato da una o da tutte le parti coinvolte.

È ovvio che subire un incidente stradale non sia affatto piacevole ma, proprio per questo, la Constatazione Amichevole supporta le parti coinvolte agevolando anche il lavoro che seguirà presso la Compagnia Assicurativa. Per questo si tratta di un documento molto importante che ogni automobilista dovrebbe possedere in auto durante la marcia.

Come si compila il modulo di Constatazione Amichevole CAI?

Come anticipato poc’anzi questo documento costituisce una denuncia ufficiale del sinistro. In quanto tale deve essere consegnato entro tre giorni dal sinistro e compilato in ogni sua parte.

In particolare il modulo CAI è composto da due pagine ed è disponibile sempre in quattro copie. Nella prima pagina ci sono tutti i campi che identificano l’incidente, i coinvolti, i danni e la presenza di eventuali testimoni.

Da metà pagina in poi, a partire dal sesto campo da compilare, sono presenti due sezioni dedicate al veicolo A e al veicolo B coinvolti nell’incidente. Qui saranno riportati i dati degli assicurati e quelli delle compagnie oltre che della polizza stipulata dagli automobilisti.

A fondo pagina, invece, troveremo la sezione grafica in cui riportare la dinamica del sinistro e, quindi, le osservazioni e le relative firme dei conducenti. Infine sulla seconda pagina sono riportate le informazioni collaterali come l’intervento delle forze dell’ordine o la presenza di testimoni e feriti che avremo già riportato sulla prima pagina.

La sezione 13 riguarda invece uno spazio comune in cui deve essere riportata graficamente la dinamica del sinistro, mentre la sezione 14 e 15 riguardano rispettivamente le osservazioni e le firme dei conducenti.

Modalità e tempistiche di risarcimento dei danni

Una volta che entrambe le parti avranno firmato il documento questo permetterà di avviare il processo di indennizzo in modo semplificato e velocizzato. Questo, tuttavia, non potrà essere avviato se il conducente avrà riportato gravi lesioni fisiche per le quali si procederà con indennizzo ordinario.

In ogni caso la compagnia del danneggiato avrà trenta giorni di tempo per risarcire i danni alle cose se il modulo è stato firmato da entrambe le parti coinvolte. I giorni aumentano a sessanta quando il CAI è stato firmato da un solo conducente.

È importante compilare in modo chiaro e corretto il modulo proprio perché questo verrà utilizzato dalle rispettive compagnie assicurative per valutare le modalità di risarcimento e la dinamica dell’incidente.

Questo perché ogni sinistro prevede l’assegnazione di una percentuale di colpa per la quale, per l’appunto, si stabilisce chi abbia causato il danno e chi, invece, lo abbia subìto. In caso di incidente molto grave, tuttavia, potrebbero intervenire le forze dell’ordine e, quindi, l’eventualità di compilare il CAI sarà stabilità sul momento.

L’assicurazione vita è un prodotto non molto diffuso nel nostro Paese ma che, negli ultimi anni, ha visto una progressiva crescita di interesse da parte delle persone. Si tratta di una forma di copertura dal funzionamento relativamente semplice, proprio come altre polizze. Tuttavia differisce dalle assicurazioni canoniche a cui siamo abituati, come l’RC auto, perché si suddivide in diverse tipologie. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.

Cos’è l’assicurazione vita

La polizza vita è un contratto che prevede il pagamento di un premio da parte dell’assicurato. Questo garantirà al beneficiario un capitale in caso di decesso o alla sopravvivenza entro una certa data.

Come funziona

Nel contratto di polizza gravitano il contraente, ovvero la compagnia assicurativa, il beneficiario e l’assicurato. Questi ultimi due soggetti possono coincidere tra loro, nel senso che in caso di morte del contraente il denaro accumulato o capitalizzato andrà direttamente ai più prossimi eredi.

Per stipulare una polizza vita la compagnia vorrà conoscere alcune informazioni dell’assicurati per capire il rischio che ne deriva. Per esempio le compagnie sono solite chiedere il tipo di lavoro, lo stato di salute, la presenza di malattie ereditarie ecc… Ovviamente se le condizioni dovessero cambiare è compito dell’assicurato segnalare tempestivamente il tutto alla compagnia, per procedere al ricalcolo del rischio.

Tipologie di assicurazione vita

Come dicevamo poc’anzi le tipologie di assicurazione vita sono tre in tutto. C’è l’assicurazione caso vita che garantisce all’assicurato una rendita in cui, alla scadenza del contratto, questo sarà ancora in vita. Tale polizza prevede il versamento di un premio periodico che sarà restituito, in caso vita, comprensivo di rivalutazioni ed interessi.

L’assicurazione vita caso morte

Questa tipologia prevede una tranquillità economica familiare dal momento che, in caso di decesso dell’assicurato, il capitale versato sarà distribuito al nucleo familiare del contraente. La compagnia, tuttavia, distingue ulteriori due modalità: vita intera e temporanea caso morte. Nel primo caso non c’è scadenza perché i beneficiari otterranno la somma in qualsiasi momento dopo il decesso. La seconda prevede che la polizza corrisponda una rendita ai beneficiari se l’assicurato muore entro un certo lasso di tempo stabilito a monte.

Le polizze miste

Ci sono poi le polizze miste, quelle che prevedono diverse forme di liquidazione e che, quindi, risultano essere più costose. In questo caso, infatti, le coperture aumentano e, quindi, la spesa può aggirarsi da circa 100 euro al mese fino a oltre mille.

La possibilità di riscatto

Se l’assicurato chiede la restituzione del denaro versato, infine, possono configurarsi vari scenari. Per le polizze caso vita e miste non è possibile procedere al riscatto del premio prima di tre anni. Nel caso morte, invece, la liquidazione sarà possibile solo in caso di decesso dell’assicurato.

La richiesta di riscatto del premio deve avvenire secondo le modalità previste dalla compagnia che, in ogni caso, dovrà rispondere in tempi che non vanno oltre i dieci giorni dalla data di ricezione.

Sono previste anche formule di sospensione della polizza, nonché formule di investimento del premio in prodotti di tipo finanziario. Per avere informazioni specifiche, quindi, conviene fare un confronto online oppure chiedere direttamente ad un consulente fidato.

Cuba è un posto magico. Un arcipelago enorme caratterizzato da milleseicento isole adagiate sul mare caraibico cristallino e disposte attorno al sogno dell’Avana, il luogo il cui fascino senza tempo è impresso nella memoria globale insignito come Patrimonio Unesco a partire dal 1982. La storia di Cuba, la natura e la cultura locale sono motivo di grande attrattiva turistica ma, come ogni luogo del mondo, c’è anche un’altra faccia della medaglia di cui tener conto, soprattutto per chi desidera viaggiare e visitarla.

Cuba, infatti, si trova attanagliata da criminalità, eventi metereologici estremi e pericolosi e, soprattutto, non gode di ottime strutture sanitarie. Per tutelarsi da questi imprevisti e viaggiare sicuri, quindi, è estremamente necessario stipulare una buona assicurazione viaggio. Ecco tutto quello che devi sapere.

Come funziona l’assicurazione viaggio?

L’assicurazione viaggio è un prodotto utilissimo. Il funzionamento prevede il pagamento di un premio assicurativo con il quale la compagnia tutela e risarcisce il cliente per una serie di eventi spiacevoli che si verificano durante il viaggio. Il risarcimento dipende dal pacchetto assicurativo acquistato e, quindi, dalle coperture, dalle eventuali franchigie e così via. Per un viaggio a Cuba suggeriamo di non badare a spese e di valutare le coperture per bagaglio, spese mediche e altri eventi spiacevoli in modo tale da avere massima assistenza per qualsiasi esigenza.

Tieni presente che il viaggio in aereo prevede quasi sempre uno o due scali, il che aumenta le possibilità di smarrire il bagaglio. Questa potrà sembrare una banalità ma a Cuba non trovi negozi aperti a tutte le ore. Per acquistare beni essenziali, per esempio, potresti non trovare nulla per chilometri e chilometri. I punti vendita che troverai sono i supermercati statali che offrono qualche tipo di sapone, snack e liquori da importazione.

Tutte le buone ragioni per stipulare una polizza viaggio per Cuba

L’aumento degli episodi micro-criminalità, i furti, e i problemi economici uniti ai danni climatici hanno reso Cuba una meta non proprio sicura e confortevole. Peraltro c’è carenza di farmaci e, talvolta, il costo elevato di ricoveri e interventi può rendere un viaggio una vera e propria impresa di sopravvivenza. Oltretutto l’assicurazione per le spese mediche, dal 2010, è obbligatoria per tutti i cittadini stranieri e questo è già un buon motivo per pianificare l’acquisto di una polizza viaggio completa prima di partire.

Le coperture disponibili

Per Cuba ci sono assicurazioni viaggio convenienti con formula all inclusive. In pratica queste coprono il furto e lo smarrimento del bagaglio, nonché la protezione degli effetti personali, l’annullamento viaggio, le coperture mediche e quelle per le spese sanitario. In poche parole sono polizze attive per tutta la durata del viaggio e che mettono a disposizione un Servizio Clienti attivo 24h e ogni giorno dell’anno.

Cosa è importante sapere prima di attivare una polizza viaggio per Cuba

A causa della frequenza di episodi di criminalità molti suggeriscono anche di aggiungere la copertura per la tutela legale e per la protezione di smartphone, videocamere, carte di credito e tutto ciò che generalmente portiamo con noi in viaggio. Infine per evitare spiacevoli sorprese al momento dei rimborsi, qualora dovesse verificarsi un evento tra quelli elencati, assicurati di stipulare polizze con franchigie basse o prive di franchigia perché, altrimenti, potresti trovarti a dover coprire parte dei costi derivanti dal danno subìto.

L’assicurazione auto temporanea è una forma flessibile di polizza che ha una durata inferiore ai 12 mesi. Si tratta di una copertura valida per periodi brevi che viene stipulata in due formule: a rate e a chilometraggio. 

Tipi di assicurazioni temporanee

Come anticipato poc’anzi ci sono tante forme di assicurazioni temporanee. Per esempio esistono quelle a copertura giornaliera che sono utili per trasferimento all’estero del veicolo o per noleggi, prestiti e altre esigenze di breve durata. Considerando che queste situazioni comportano un rischio elevato la copertura ha un costo generalmente elevato.

Ci sono poi quelle a copertura minima garantita, ovvero le polizze che possono essere stipulate per una durata non inferiore a tre giorni. Infine ci sono le formule stagionali, simili a quelle per le due ruote che, per l’appunto, possono coprire un semestre o un trimestre a seconda delle esigenze.

Comparando i prezzi, tuttavia, potresti notare che una copertura completa annuale, molto spesso, può costare anche meno di una giornaliera. Il prezzo dipende sempre dal rischio che la compagnia si assume nel tutelare il tuo veicolo da sinistri e incidenti.

Le assicurazioni temporanee a chilometraggio

Queste polizze rientrano nella grande famiglia delle assicurazioni auto ma, a differenza del “tempo” utilizzano come conteggio il “chilometro percorso”. Pertanto sono soluzioni a consumo che coprono il veicolo fino al raggiungimento di una certa soglia di chilometri percorsi dal conducente.

Questo tipo di assicurazioni richiede l’installazione obbligatoria della scatola nera. Si tratta di un piccolo dispositivo satellitare in grado di registrare il numero di chilometri percorsi e di localizzare il veicolo.

È una formula piuttosto conveniente per chi usa poco l’auto e vuole risparmiare sul costo della polizza pur essendo meno pratica di altre tipologie di copertura. Inoltre è difficile da trovare sul mercato perché non tutte le compagnie la propongono.

Conviene stipulare un’assicurazione auto temporanea?

La risposta dipende sempre dalle nostre esigenze. Se dobbiamo trasferire un veicolo all’estero via nave o via aereo e vogliamo che arrivi sano e salvo a destinazione la convenienza è garantita perché, anche in lassi di tempo brevissimi, può succedere di tutto.

Lo stesso vale per le polizze del noleggio e per tutte quelle assicurazioni che ci tutelano in un arco temporale ristretto, diverso dall’uso tipico dell’auto di proprietà. Per il nostro veicolo, invece, non sono assicurazioni molto convenienti proprio per via del costo elevato.

Al giorno d’oggi, infatti, al netto di una condotta illibata e di zero incidenti commessi con colpa, le polizze assicurative offrono premi annuali davvero bassi. Chiaramente la polizza va sempre scelta non solo in base al prezzo perché è un valore fuorviante.

Cosa è importante valutare per scegliere l’assicurazione giusta?

In primo luogo ci sono da considerare franchigie e massimali. Le prime sono le soglie oltre le quali, in caso di danno, la compagnia non effettua rimborsi. I massimali, invece, sono gli importi massimi che l’assicurazione copre in caso di sinistro. Inoltre ci sono da considerare le tutele accessorie incluse ed eventuali altri benefit che, a parità di prezzo, rendono una polizza più interessante di un’altra.

Ogni auto circolante nel nostro Paese è soggetta all’obbligo di sottoscrizione della polizza di responsabilità civile. Questa è una copertura per i danni causati a persone e cose ed è l’unica forma assicurativa obbligatoria per gli automobilisti. In aggiunta è sempre possibile aggiungere al nostro pacchetto le cosiddette garanzie accessorie, utili per completare e integrare la polizza per altre evenienze spiacevoli.

Cos’è la polizza Kasko?

Tra queste c’è la polizza Kasko, utile per ampliare le coperture di base e proteggere al meglio la tua auto da numerosi pericoli. Si tratta di una delle garanzie accessorie più popolari perché tutela l’auto dai danni subiti che non sono coperti dall’RC.

Difatti è possibile ricevere risarcimenti anche per danneggiamenti che non prescindono dalla responsabilità. Se commettiamo un sinistro per colpa, quindi, rientriamo nell’ambito delle coperture RC che rimborseranno solo chi ha subìto il danno. Nel caso in cui hai una Kasko, invece, ricevi un risarcimento per danneggiamenti di ogni sorta, in base alle specifiche previste nel contratto.

Le coperture previste

Se hai una Kasko totale, per esempio, hai tutte le coperture previste e, quindi una copertura totale in caso di urti, ribaltamenti o uscite di strada. La copertura è prevista per distrazioni alla guida o manovre errare che comportano danni e collisioni.

La copertura riguarda anche gli incidenti con responsabilità per i quali, tuttavia, il premio assicurativo sicuramente subirà degli aumenti nell’anno successivo.

La Kasko collisione, invece, può essere sottoscritta in forma parziale, anche detta mini. In questo caso, semplicemente, ottieni una copertura per collisioni che non siano di nostra responsabilità e che avvengono con veicoli prontamente identificati.

Le clausole di esclusione

Ovviamente ci sono delle esclusioni, ovvero motivazioni per cui il veicolo non sarà risarcito a seguito di particolari sinistri. Per esempio la guida in stato di ebrezza o danneggiamenti in caso di traino non sono situazioni che rientrano nelle coperture Kasko.

Come ogni garanzia accessoria questa copertura prevede massimali di rimborso annuale e franchigie. Questi due valori, uniti alla condotta del guidatore, determinano il prezzo della polizza che, di norma, è sempre piuttosto elevato.

Per questo conviene acquistarla in combinazione con quella riferita agli atti vandalici ma solo dopo aver comparato prezzi e condizioni online. Solitamente è consigliata ai neo-patentati e a chi vive in città molto trafficate, dove la possibilità di subire danni alla propria auto è molto elevata.

Conviene stipulare una Kasko?

In ogni caso suggeriamo sempre di valutare con attenzione le condizioni contrattuali e, soprattutto, le cause di esclusione. È abbastanza ovvio che le compagnie assicurative debbano proteggersi da truffe o tentativi di frode e che auspichino di non dover risarcire i danni. Al tempo stesso l’automobilista ha tutto l’interesse a ricevere un’adeguata compensazione dei danni subìti, in virtù del premio che è tenuto a pagare.

Per questo la Kasko può essere un’ottima soluzione di tutela ma, al tempo stesso, rappresenta anche una formula assicurativa da valutare con molta attenzione. Lo stesso vale per la mini kasko che, invece, presenta un costo più basso ma numerose cause di esclusione.

Lo scooterone è un mezzo a due ruote di grandi dimensioni, ovvero di potenza e cilindrata superiore al motorino 50cc. Questo significa che, in quanto tale, è considerato come motociclo e, quindi, sottoposto a precise regole sulla circolazione che, ovviamente, influenzano anche l’assicurazione di responsabilità civile.

Lo scooterone per il Codice della Strada

Scooterone è un termine gergale che fa riferimento a veicoli a motore ad alta potenza, ovvero con cilindrata superiore ai 50 centimetri cubici. Il motociclo o motocicletta, quindi, permette il trasporto di due persone e può superare i 45 chilometri orari. Di conseguenza l’assicurazione per lo scooterone avrà un costo ed un impatto diverso ad un motorino 50.

I rischi per chi non si assicura

La copertura assicurativa è obbligatoria per tutti i veicoli ammessi a circolare su strada e offre le medesime coperture. Tuttavia varia di prezzo in base ad una serie di fattori tra cui l’esperienza di guida, la città di residenza, il tipo di parcheggio, la storia alla guida dell’assicurato e così via.

I motocicli sprovvisti di assicurazione sono sottoposti a sanzioni amministrative che vanno dagli 849 euro agli oltre 3 mila a cui si sommano la decurtazione di cinque punti della patente. La multa viene ridotta a chi provvede ad assicurare il mezzo tra il 16simo ed il 30esimo giorno dopo la scadenza della polizza.

In caso di recidiva

Tuttavia chi viene sospeso a circolare senza assicurazione per due volte nell’arco di due anni pagherà una sanzione più salata, di oltre 6mila euro, e vedrà la patente sospesa per due mesi. Dopo il pagamento della sanzione verrà disposto il fermo amministrativo del mezzo, con spese a carico del multato, per 45 giorni.

Le polizze sospese o limitate

L’assicurazione per scooterone può essere acquistata anche per periodi dell’anno limitati, ovvero per l’utilizzo del mezzo durante la bella stagione. In altre parole grazie ad alcune offerte delle principali compagnie assicurative puoi scegliere tra polizze a scadenza limitata o polizze sospendibili, per le quali paghi solo per i mesi in cui utilizzi il mezzo.

La sospensione della polizza, tuttavia, è sottoposta a regole interne alla compagnia per cui potrebbe essere una facoltà gratuita o a pagamento a seconda di quanto stabilito nel contratto. Per evitare equivoci ti suggeriamo di leggere attentamente tutte le condizioni proposte dalla tua compagnia.

Chiaramente quando la polizza è sospesa il mezzo non può assolutamente circolare e, soprattutto, non può essere parcheggiato in strada. In questo caso, infatti, il mezzo può essere coinvolto in un sinistro anche se da fermo e, quindi, essere interessato da danni a persone e cose. Ecco perché i mezzi non assicurati non possono sostare su strade pubbliche ma devono essere parcheggiati in zone private.

Quanto costa l’assicurazione per lo scooterone?

Secondo le stime diffuse da Istat, Eurostat e IVASS il costo medio per l’assicurazione di uno scooterone si aggira sui trecento euro annuali. Il dato fa riferimento a scooter 250 e tiene conto dei costi medi su tutto il territorio nazionale in riferimento agli ultimi tre anni.

disdetta polizza infortuni

La polizza infortuni è un prodotto assicurativo che copre dai danni derivanti da sinistri alla persona. È spesso attivata da chi svolge lavori in circostanze pericolose e da chi desidera proteggersi nell’ambito della guida, della partecipazione ad attività sportive, ad eventi o viaggi. Si tratta di un’assicurazione molto utile perché ci solleva dai costi e dagli oneri derivanti da un rischio altamente imprevedibile che può impedirci di andare a lavoro o di prenderci cura dei nostri cari.

Puoi sempre disdire la polizza infortuni

Essendo una polizza non obbligatoria, salvo rari casi, è possibile procedere alla disdetta in qualsiasi momento. Laddove la polizza fosse una condizione obbligatoria e necessaria per l’accesso a strutture, luoghi di lavoro e simili, invece, non è possibile avere accesso senza una copertura. In questo caso, tuttavia, il contraente potrà chiedere una disdetta per valutare un’offerta più conveniente.

Quando un assicurato decide di annullare la sottoscrizione di una polizza infortuni tramite disdetta, ammesso che questa non rientri nelle casistiche obbligatorie, potrà procedere dandone comunicazione in forma ufficiale alla compagnia.

La legge Bersani

Secondo quanto stabilito dal Decreto Bersani, ovvero la legge 40 del 2007, le compagnie non possono procedere con il tacito rinnovo. Questa normativa si applica principalmente in caso di polizze assicurative auto. Ecco perché tutti possono disdire senza oneri e costi e, soprattutto, senza dover pagare alcun procedimento di penale.

Ad eccezione delle RC auto e moto che, per legge, sono obbligatorie, tutte le polizze facoltative possono essere disdette anche in anticipo rispetto alla naturale data di scadenza.

Per procedere, tuttavia, sarà necessario inviare la lettera di disdetta alla compagnia assicurativa tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Questa comunicazione servirà a stoppare il tacito rinnovo e ad ufficializzare la volontà di non proseguire con la copertura contro infortuni.

Nel caso in cui la polizza fosse stipulata per più di un anno la disdetta potrà essere comunque inoltrata ma sempre secondo quanto previsto dal contratto di stipula. A garantire tale diritto è la Corte di Cassazione con la sentenza 9386 del 10 maggio 2016.

Nello specifico la polizza infortuni deve essere disdetta entro sessanta giorni di anticipo rispetto alla scadenza annuale. Per farlo basterà una lettera inoltrata con raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC. Utilizzare questi due metodi è necessario per certificare la data di invio a cui seguirà il procedimento di chiusura del contratto.

Come inoltrare la disdetta per la polizza infortuni?

È sempre raccomandabile agire tramite raccomandata o PEC proprio perché questi due strumenti certificano la data da cui principia la volontà di disdetta. Inoltre sia la PEC che la raccomandata con ricevuta di ritorno ci notificano l’avvenuto ricevimento della comunicazione da parte del destinatario. Data e ora, infatti, costituiscono la prova della nostra buona fede.

A tale proposito, per assicurarsi che la disdetta venga recepita in tempo, vale la pena anticipare ulteriormente l’invio della comunicazione. In questo modo avremo la certezza che la compagnia agisca per tempo. Eviteremo così l’eventualità di un tacito rinnovo giustificato con un ritardo o un inadempimento da parte nostra. Nella disdetta indicheremo tutti i dettagli della polizza tra cui il numero di assicurazione, le nostre generalità anagrafiche e l’indirizzo di residenza.

calcolo consumo carburante

Il consumo del carburante dell’auto, solitamente, è indicato dalla potenza del motore e dalla capienza del serbatoio. Tuttavia per effettuare il calcolo sul consumo effettivo questi dati potrebbero non bastare perché ci darebbero un dato forfettario e, quindi, poco veritiero.

Perché è così difficile calcolare il consumo di carburante?

Il punto è che il calcolo del consumo di carburante non è così facile come potrebbe sembrare perché varia in base a molteplici fattori difficili da quantificare. L’unica certezza che abbiamo è che guidando nel rispetto dei limiti di velocità e riducendo accelerazioni-frenate potremo risparmiare parecchie quantità di carburante. Ad ogni modo cerchiamo di venire a capo della questione e vediamo in che modo possiamo stimare il calcolo del consumo di carburante.

Come anticipato poc’anzi il calcolo del consumo di carburante dipende da molti fattori tra cui potenza del motore, condizioni climatiche e stile di guida. Quest’ultimo è uno dei più complessi da calcolare in valori numerici anche se, di norma, una guida più nervosa e sportiva è sicuramente più costosa di una standard.

Le stime di Eurociclo

Attualmente le modalità di calcolo medio di carburante sono stabilite dai dati dell’Eurociclo, un modello standard che, tuttavia, non precisa i consumi per ogni tipologia di veicolo esistente. Questo significa che gli standard di consumo sono stabiliti da statistiche generiche rilasciate dalle direttive del Ciclo di Guida Europeo ma che non sono poi così veritiere e affidabili.

L’Eurociclo, infatti, è un test che viene eseguito tramite prove su strada garantendo precise condizioni di guida: marce inserite, velocità, spazio percorso e così via. Queste condizioni “standard” prevedono lo spostamento di un veicolo a 120 chilometri orari percorsi in 10 secondi su un tragitto di 11 chilometri, a velocità media di 33 chilometri orari. Si tratta di una condizione non replicabile nella realtà ed è proprio per questo che i dati del consumo di carburante sono da considerare per lo più approssimativi.

I test, tra l’altro, prevedono il calcolo di altri fattori come il vento contrario, la presenza di pianure, salite e discese, l’accensione dell’aria condizionata, il numero di accelerazioni e frenate, la pressione delle ruote e così via. Ecco perché il consumo di carburante è molto difficile da stimare se non disponiamo di strumenti capaci di misurare contemporaneamente tutte queste variabili.

Il test casalingo per calcolare il consumo di carburante

Alla luce di queste considerazioni sicuramente vorrai sapere se esiste qualche modo per calcolare il consumo di carburante del tuo veicolo. Ebbene l’unica cosa che possiamo consigliarti è di eseguire un test casalingo. Ti basta portare a zero il serbatoio per poi rifornirlo di pochi litri di benzina, due o tre al massimo. Successivamente dovrai guidare il veicolo mantenendo una velocità costante e su un tratto possibilmente rettilineo fino a mandare il serbatoio in rosso.

Per calcolare il consumo di carburante, quindi, dovrai dividere il numero di chilometri percorsi per i litri di benzina o gasolio presenti nel serbatoio. In questo modo otterrai il consumo medio della tua auto che, ovviamente, resta un dato indicativo. L’unico modo per tenere a basa i consumi, in conclusione, è guidare civilmente e rispettare i limiti di velocità.

La digitalizzazione e la dematerializzazione dei documenti cartacei sono processi che stanno rivoluzionando e semplificando le nostre vite e l’attestato di rischio online rientra tra questi grandi cambiamenti. Difatti un attestato di rischio online è una novità rispetto al passato, quando dovevamo per forza fare richiesta del documento cartaceo per poter stipulare una nuova polizza per la nostra auto. Grazie alla digitalizzazione dell’attestato di rischio, quindi, oggi è possibile completare tutte le operazioni in tempi rapidissimi dal momento che questo documento viene conservato in una banca dati telematica e che si aggiorna automaticamente. Vediamo tutto quello che devi sapere sull’argomento.

La definizione di attestato di rischio

L’attestato di rischio online è un documento digitale che si aggiorna anno dopo anno grazie ai dati forniti dalle compagnie assicurative. Esso riepiloga la nostra storia assicurativa e, quindi, valuta il rischio della polizza utile per il calcolo del costo del premio. Sull’attestato di rischio sono riportati i sinistri registrati negli ultimi cinque anni, la classe di merito, la classe universale CU, i dati anagrafici, i dati del veicolo e quelli della compagnia assicurativa.

Tutte queste informazioni concorrono al calcolo del premio e, quindi, ogni volta che richiediamo un preventivo ad una compagnia, saranno valutati per stimare il rischio correlato alla copertura.

L’attestato di rischio “dinamico”

Il documento digitalizzato è entrato in vigore nel 2018. Esso è conosciuto anche come attestato dinamico dato che estende il calcolo del rischio agli ultimi dieci anni di guida. La validità, tuttavia, resta ferma a cinque anni. L’attestato di rischio cartaceo, ad oggi, non è più obbligatorio. Esso viene aggiornato digitalmente dalle compagnie assicurative che hanno accesso alla banca dati IVASS.

I vantaggi dell’attestato di rischio online

Grazie al documento digitale non è più possibile falsificare l’attestato di rischio cartaceo per ottenere premi assicurativi più bassi. Il contraente, inoltre, beneficia della praticità di questo sistema grazie al quale ottiene un’assistenza trasparente anche in caso di sinistri senza colpa .

La sostituzione del cartaceo ha permesso di mantenere classe di merito sempre aggiornata in modo tale che l’assicurato possa sempre pagare il giusto premio in base al suo stile di guida.

Come scaricare l’attestato di rischio online?

Per ottenerlo è necessario contattare la compagnia assicurativa che provvederà a fornirlo nelle modalità previste dalla stessa. Le compagnie più all’avanguardia offrono app e siti web dai quali, attraverso l’iscrizione con username e password, è possibile consultare tutta la documentazione. In altri casi, invece, è la compagnia stessa a inviarlo contestualmente alla stipula della polizza assicurativa.

Posso acquistare una polizza senza attestato di rischio cartaceo?

Si, è sempre possibile acquistare una polizza senza disporre dell’attestato di rischio cartaceo. Per ottenerlo, comunque, basta fornire libretto di circolazione e documento di identità anche se, ormai, tutto avviene online. Grazie alla banca dati dell’IVASS, infatti, il calcolo del rischio tramite targa del veicolo è rapidissimo perché le informazioni sugli automobilisti sono accessibili da tutte le compagnie.

Se vuoi cambiare polizza e passare ad un’altra compagnia assicurativa, quindi, non dovrai fare altro che rivolgerti all’azienda che ti ha riservato una proposta conveniente e avviare la procedura. Al calcolo del rischio e all’ottenimento dell’attestato ci penserà l’incaricato per cui, tra l’altro, non dovrai comunicare alla vecchia compagnia le tue intenzioni di variazione della polizza.