disdetta polizza infortuni

La polizza infortuni è un prodotto assicurativo che copre dai danni derivanti da sinistri alla persona. È spesso attivata da chi svolge lavori in circostanze pericolose e da chi desidera proteggersi nell’ambito della guida, della partecipazione ad attività sportive, ad eventi o viaggi. Si tratta di un’assicurazione molto utile perché ci solleva dai costi e dagli oneri derivanti da un rischio altamente imprevedibile che può impedirci di andare a lavoro o di prenderci cura dei nostri cari.

Puoi sempre disdire la polizza infortuni

Essendo una polizza non obbligatoria, salvo rari casi, è possibile procedere alla disdetta in qualsiasi momento. Laddove la polizza fosse una condizione obbligatoria e necessaria per l’accesso a strutture, luoghi di lavoro e simili, invece, non è possibile avere accesso senza una copertura. In questo caso, tuttavia, il contraente potrà chiedere una disdetta per valutare un’offerta più conveniente.

Quando un assicurato decide di annullare la sottoscrizione di una polizza infortuni tramite disdetta, ammesso che questa non rientri nelle casistiche obbligatorie, potrà procedere dandone comunicazione in forma ufficiale alla compagnia.

La legge Bersani

Secondo quanto stabilito dal Decreto Bersani, ovvero la legge 40 del 2007, le compagnie non possono procedere con il tacito rinnovo. Questa normativa si applica principalmente in caso di polizze assicurative auto. Ecco perché tutti possono disdire senza oneri e costi e, soprattutto, senza dover pagare alcun procedimento di penale.

Ad eccezione delle RC auto e moto che, per legge, sono obbligatorie, tutte le polizze facoltative possono essere disdette anche in anticipo rispetto alla naturale data di scadenza.

Per procedere, tuttavia, sarà necessario inviare la lettera di disdetta alla compagnia assicurativa tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Questa comunicazione servirà a stoppare il tacito rinnovo e ad ufficializzare la volontà di non proseguire con la copertura contro infortuni.

Nel caso in cui la polizza fosse stipulata per più di un anno la disdetta potrà essere comunque inoltrata ma sempre secondo quanto previsto dal contratto di stipula. A garantire tale diritto è la Corte di Cassazione con la sentenza 9386 del 10 maggio 2016.

Nello specifico la polizza infortuni deve essere disdetta entro sessanta giorni di anticipo rispetto alla scadenza annuale. Per farlo basterà una lettera inoltrata con raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC. Utilizzare questi due metodi è necessario per certificare la data di invio a cui seguirà il procedimento di chiusura del contratto.

Come inoltrare la disdetta per la polizza infortuni?

È sempre raccomandabile agire tramite raccomandata o PEC proprio perché questi due strumenti certificano la data da cui principia la volontà di disdetta. Inoltre sia la PEC che la raccomandata con ricevuta di ritorno ci notificano l’avvenuto ricevimento della comunicazione da parte del destinatario. Data e ora, infatti, costituiscono la prova della nostra buona fede.

A tale proposito, per assicurarsi che la disdetta venga recepita in tempo, vale la pena anticipare ulteriormente l’invio della comunicazione. In questo modo avremo la certezza che la compagnia agisca per tempo. Eviteremo così l’eventualità di un tacito rinnovo giustificato con un ritardo o un inadempimento da parte nostra. Nella disdetta indicheremo tutti i dettagli della polizza tra cui il numero di assicurazione, le nostre generalità anagrafiche e l’indirizzo di residenza.

calcolo consumo carburante

Il consumo del carburante dell’auto, solitamente, è indicato dalla potenza del motore e dalla capienza del serbatoio. Tuttavia per effettuare il calcolo sul consumo effettivo questi dati potrebbero non bastare perché ci darebbero un dato forfettario e, quindi, poco veritiero.

Perché è così difficile calcolare il consumo di carburante?

Il punto è che il calcolo del consumo di carburante non è così facile come potrebbe sembrare perché varia in base a molteplici fattori difficili da quantificare. L’unica certezza che abbiamo è che guidando nel rispetto dei limiti di velocità e riducendo accelerazioni-frenate potremo risparmiare parecchie quantità di carburante. Ad ogni modo cerchiamo di venire a capo della questione e vediamo in che modo possiamo stimare il calcolo del consumo di carburante.

Come anticipato poc’anzi il calcolo del consumo di carburante dipende da molti fattori tra cui potenza del motore, condizioni climatiche e stile di guida. Quest’ultimo è uno dei più complessi da calcolare in valori numerici anche se, di norma, una guida più nervosa e sportiva è sicuramente più costosa di una standard.

Le stime di Eurociclo

Attualmente le modalità di calcolo medio di carburante sono stabilite dai dati dell’Eurociclo, un modello standard che, tuttavia, non precisa i consumi per ogni tipologia di veicolo esistente. Questo significa che gli standard di consumo sono stabiliti da statistiche generiche rilasciate dalle direttive del Ciclo di Guida Europeo ma che non sono poi così veritiere e affidabili.

L’Eurociclo, infatti, è un test che viene eseguito tramite prove su strada garantendo precise condizioni di guida: marce inserite, velocità, spazio percorso e così via. Queste condizioni “standard” prevedono lo spostamento di un veicolo a 120 chilometri orari percorsi in 10 secondi su un tragitto di 11 chilometri, a velocità media di 33 chilometri orari. Si tratta di una condizione non replicabile nella realtà ed è proprio per questo che i dati del consumo di carburante sono da considerare per lo più approssimativi.

I test, tra l’altro, prevedono il calcolo di altri fattori come il vento contrario, la presenza di pianure, salite e discese, l’accensione dell’aria condizionata, il numero di accelerazioni e frenate, la pressione delle ruote e così via. Ecco perché il consumo di carburante è molto difficile da stimare se non disponiamo di strumenti capaci di misurare contemporaneamente tutte queste variabili.

Il test casalingo per calcolare il consumo di carburante

Alla luce di queste considerazioni sicuramente vorrai sapere se esiste qualche modo per calcolare il consumo di carburante del tuo veicolo. Ebbene l’unica cosa che possiamo consigliarti è di eseguire un test casalingo. Ti basta portare a zero il serbatoio per poi rifornirlo di pochi litri di benzina, due o tre al massimo. Successivamente dovrai guidare il veicolo mantenendo una velocità costante e su un tratto possibilmente rettilineo fino a mandare il serbatoio in rosso.

Per calcolare il consumo di carburante, quindi, dovrai dividere il numero di chilometri percorsi per i litri di benzina o gasolio presenti nel serbatoio. In questo modo otterrai il consumo medio della tua auto che, ovviamente, resta un dato indicativo. L’unico modo per tenere a basa i consumi, in conclusione, è guidare civilmente e rispettare i limiti di velocità.

La digitalizzazione e la dematerializzazione dei documenti cartacei sono processi che stanno rivoluzionando e semplificando le nostre vite e l’attestato di rischio online rientra tra questi grandi cambiamenti. Difatti un attestato di rischio online è una novità rispetto al passato, quando dovevamo per forza fare richiesta del documento cartaceo per poter stipulare una nuova polizza per la nostra auto. Grazie alla digitalizzazione dell’attestato di rischio, quindi, oggi è possibile completare tutte le operazioni in tempi rapidissimi dal momento che questo documento viene conservato in una banca dati telematica e che si aggiorna automaticamente. Vediamo tutto quello che devi sapere sull’argomento.

La definizione di attestato di rischio

L’attestato di rischio online è un documento digitale che si aggiorna anno dopo anno grazie ai dati forniti dalle compagnie assicurative. Esso riepiloga la nostra storia assicurativa e, quindi, valuta il rischio della polizza utile per il calcolo del costo del premio. Sull’attestato di rischio sono riportati i sinistri registrati negli ultimi cinque anni, la classe di merito, la classe universale CU, i dati anagrafici, i dati del veicolo e quelli della compagnia assicurativa.

Tutte queste informazioni concorrono al calcolo del premio e, quindi, ogni volta che richiediamo un preventivo ad una compagnia, saranno valutati per stimare il rischio correlato alla copertura.

L’attestato di rischio “dinamico”

Il documento digitalizzato è entrato in vigore nel 2018. Esso è conosciuto anche come attestato dinamico dato che estende il calcolo del rischio agli ultimi dieci anni di guida. La validità, tuttavia, resta ferma a cinque anni. L’attestato di rischio cartaceo, ad oggi, non è più obbligatorio. Esso viene aggiornato digitalmente dalle compagnie assicurative che hanno accesso alla banca dati IVASS.

I vantaggi dell’attestato di rischio online

Grazie al documento digitale non è più possibile falsificare l’attestato di rischio cartaceo per ottenere premi assicurativi più bassi. Il contraente, inoltre, beneficia della praticità di questo sistema grazie al quale ottiene un’assistenza trasparente anche in caso di sinistri senza colpa .

La sostituzione del cartaceo ha permesso di mantenere classe di merito sempre aggiornata in modo tale che l’assicurato possa sempre pagare il giusto premio in base al suo stile di guida.

Come scaricare l’attestato di rischio online?

Per ottenerlo è necessario contattare la compagnia assicurativa che provvederà a fornirlo nelle modalità previste dalla stessa. Le compagnie più all’avanguardia offrono app e siti web dai quali, attraverso l’iscrizione con username e password, è possibile consultare tutta la documentazione. In altri casi, invece, è la compagnia stessa a inviarlo contestualmente alla stipula della polizza assicurativa.

Posso acquistare una polizza senza attestato di rischio cartaceo?

Si, è sempre possibile acquistare una polizza senza disporre dell’attestato di rischio cartaceo. Per ottenerlo, comunque, basta fornire libretto di circolazione e documento di identità anche se, ormai, tutto avviene online. Grazie alla banca dati dell’IVASS, infatti, il calcolo del rischio tramite targa del veicolo è rapidissimo perché le informazioni sugli automobilisti sono accessibili da tutte le compagnie.

Se vuoi cambiare polizza e passare ad un’altra compagnia assicurativa, quindi, non dovrai fare altro che rivolgerti all’azienda che ti ha riservato una proposta conveniente e avviare la procedura. Al calcolo del rischio e all’ottenimento dell’attestato ci penserà l’incaricato per cui, tra l’altro, non dovrai comunicare alla vecchia compagnia le tue intenzioni di variazione della polizza.

L’assicurazione sanitaria in Svizzera è obbligatoria ed è conosciuta con il nome di “cassa malati”. Si tratta di un istituto che riguarda tutti i cittadini svizzeri e chi decide di trasferirsi per lavoro, motivo per cui risulta essere un argomento di grande interesse anche nel nostro Paese. La prima cosa importante da sapere è che la cassa malati della Svizzera si chiama “LAMal” ed è un’assicurazione di base che permette di accedere ad una serie di servizi sanitari.

Cassa malati svizzera: tutto quello che devi sapere

Chiunque si trasferisce in Svizzera, ha tre mesi di tempo per poter stipulare un contratto base. Ci sono almeno 70 compagnie riconosciute che erogano la cassa malati. L’assicurazione base include una serie di servizi tra cui cure ambulatoriali ed ospedaliere, farmaci con prescrizione, cure in maternità, controlli di routine per adulti e bambini, cure di emergenza e trasporto in ambulanza.

Chi lo desidera può aggiungere servizi extra perché, come potrai notare, la Cassa Malati Svizzera di base non copre cure come quelle odontoiatriche che, in realtà, sono decisamente costose. Ecco perché gran parte delle persone che possono permetterselo decidono di ampliare la propria assicurazione sanitaria svizzera pagando delle quote aggiuntive che, per l’appunto, hanno una copertura maggiore. Dopotutto con la salute non si scherza e non sappiamo mai cosa potrebbe riservarci il futuro.

Come funziona?

Il funzionamento è in tutto e per tutto simile ad una comune assicurazione. Difatti la Cassa Malati Svizzera prevede il pagamento di un premio mensile che si può pagare anche in altre formule, per esempio in un’unica soluzione o in due rate semestrali. L’importo dell’assicurazione sanitaria svizzera dipende da una serie di fattori tra cui, ovviamente, l’età ed il cantone di provenienza.

In caso di problemi di salute, quindi, il cittadino svizzero è sempre tenuto a recarsi al pronto soccorso portando con se la tessera rilasciata dall’assicurazione sanitaria svizzera che serve per la copertura delle spese. Lo stesso vale per le visite incluse nel pacchetto assicurativo mentre per quelle escluse la tessera non avrà alcun valore se non quello di garantire l’accesso a  specifiche convenzioni.

Rimborsi e pagamenti della LAMal

Dopo ogni prestazione sanitaria inclusa nella LAMal il cittadino riceverà una fattura intestata all’Assicurazione Sanitaria Svizzera di cui, tuttavia, è il malato a dover pagare le spese. Solo dopo aver saldato sarà possibile richiedere il rimborso presentando l’apposita documentazione e refertazione presso una sede dell’assicurazione.

Occorre precisare che il rimborso non è quai mai totale. Difatti è previsto solo al superamento della franchigia annuale che, solitamente, si attesta sui trecento franchi. Superata questa somma la polizza coprirà fino al 90% delle spese totali mentre il restante  importo sarà sempre a carico del cittadino. Lo stesso vale per i ricoveri ospedalieri che sono coperti dall’assicurazione solo in parte. Per giovani, bambini e donne in gravidanza, invece, non è previsto alcuno costo di degenza ospedaliera.

Tuttavia, il rimborso non è completo e scatta solo se viene superata una franchigia annuale. Si tratta di una soglia di spesa di minimo 300 CHF che è coperta

Sono previste esenzioni?

L’assicurazione sanitaria svizzera, come anticipato poc’anzi, è obbligatoria per legge. Le persone esenti sono solamente i cittadini stranieri in possesso di assicurazione equivalente nel proprio paese di origine. Per esempio ci riferiamo ai casi di lavoratori frontalieri italiani, cioè residenti in Italia ma occupati in Svizzera. Anche i diplomatici sono sollevati dal costo dell’assicurazione sanitaria così come i domiciliati per motivi di studio e di ricerca ma con una permanenza limitata nel tempo.

I cittadini indigenti, invece, potranno accedere ad assistenze finanziarie specifiche per ottenere la riduzione del premio in base al proprio reddito. Questo meccanismo sarebbe alla base dell’efficienza del sistema sanitario svizzero riconosciuto per qualità ed eccellenza non solo a livello europeo ma anche internazionale.

Come si controlla l’assicurazione auto di un altro veicolo? In che modo è possibile risalire alla polizza auto di un’altra vettura senza passare per le autorità? È effettivamente legale controllare l’assicurazione auto di un altro civile a partire dalla targa o si tratta di una violazione della privacy? Oggi risponderemo a tutte queste domande che riguardano proprio le modalità di controllo dell’RCA di un automobilista e dei limiti di privacy che siamo tenuti a rispettare.

RCA: piccola premessa

Come saprai l’RCA è una polizza obbligatoria, ovvero vincolante per poter circolare liberamente. Questa può essere attivata dove riteniamo più opportuno, ovvero scegliendo tra un’ampia varietà di compagnie assicurative accreditate negli elenchi dell’IVASS, l’ente di vigilanza.

Ebbene gli automobilisti sono tenuti a rinnovare periodicamente la propria polizza di responsabilità civile che copre in caso di danni causati a terzi a seguito di un sinistro stradale. In aggiunta è possibile attivare facoltativamente altre garanzie accessorie come furto, incendio, cristalli, tutela del conducente, infortunio, assistenza legale e così via.

Occhio alle truffe

Per non incorrere in truffe è sempre preferibile rivolgersi a compagnie assicurative conosciute e, soprattutto, verificare in presenza di dubbi se l’azienda a cui ci siamo rivolti compaia nei registri IVASS. Qualora dovessi ricevere richieste di stipula della polizza via WhatsApp e senza pagamenti tracciabili, contratti e attestato di rischio è preferibile segnalare l’anomalia proprio all’IVASS sul cui sito web figurano anche gli elenchi di tutte le compagnie assicurative accreditate.

Come si controlla l’assicurazione auto?

Fatta questa breve parentesi vediamo come si controlla l’assicurazione auto personale o di terzi attraverso alcuni semplici strumenti online. Il primo metodo consiste nel collegarsi al Portale dell’Automobilista, un sito web al quale accediamo tramite registrazione o Spid. Fatto il log-in potremo verificare tanti dati della nostra auto tra cui polizza, scadenza revisione, tipo di motore e punti sulla patente.

Controllare la polizza di altri automobilisti

Se volessi controllare la polizza di altri veicoli basterà cliccare sul servizio di “Verifica Copertura RCA” pensato proprio per accertarsi che un veicolo immatricolato in Italia sia provvisto della polizza di responsabilità civile. Le informazioni provengono dalle banche dati incrociate delle compagnie assicurative e sono aggiornate con cadenza regolare. Ovviamente questo servizio consente solo di visionare il nome della compagnia assicurativa e la scadenza della polizza.

Perché non vediamo altri dati?

Altri dati del veicolo e del guidatore non sono assolutamente menzionati perché questo si configurerebbe come una violazione della privacy. Il Portale dell’Automobilista è certamente l’opzione più affidabile essendo una fonte ministeriale.

Tuttavia esistono anche altri metodi tra cui le app per smartphone gratuite che, grossomodo, sfruttano il medesimo meccanismo. Ci sono anche applicazioni che permettono di visionare dati circa l’ultima revisione del veicolo e il pagamento del bollo auto ma, ovviamente, sempre in modalità anonima.

Tra le app più gettonate c’è Scanner Veicoli. gratuita sia per Apple che per Android. Ne troverai comunque tantissime simili che possono rivelarsi utili in caso di sinistro e di fuga del colpevole. Puoi provare anche Verifica RCA Italia che, tra l’altro, offre la possibilità di impostare i promemoria delle principali scadenze che riguardano l’auto come bollo, revisione e polizza di responsabilità civile.

Come si controlla una polizza di targa estera?

Per i veicoli stranieri, invece, la situazione è un tantino più complicata. Difatti ci sono app che permettono questo genere di verifica ma non sempre sono funzionanti. Se hai bisogno di verificare targhe estere potresti rivolgerti direttamente alla CONSAP, la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici.

Questa organizzazione, attraverso il portale unico, permette di ottenere informazioni di veicoli stranieri in caso di incidente stradale. La procedura può avvenire interamente online ma solo con i Paesi che aderiscono alla Carta Verde.

In caso contrario bisognerà rivolgersi all’UCI, l’Ufficio Centrale Italiano. Per ottenere informazioni su una targa estera bisognerà inviare una richiesta di verifica della copertura assicurativa tramite il modulo scaricabile dal sito e inviabile via PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno.

disdetta assicurazione casa

È possibile inoltrare la disdetta per l’assicurazione casa in qualsiasi momento? Qual è la prassi da seguire per interrompere il proseguimento di una polizza casa? Quali sono i diritti e i doveri dei consumatori? Come possiamo tutelarci dai comportamenti fraudolenti da parte delle compagnie assicurative? Continua a leggere per scoprire le risposte a tutte queste domande.

Che tipo di assicurazione casa hai stipulato?

Tutti i consumatori sono sempre liberi di disdire una polizza, in qualsiasi momento e senza il bisogno di spiegare le ragioni. Quando parliamo di polizza casa, tuttavia, ci riferiamo ad almeno due tipologie di assicurazioni che prevedono procedure differenti per la disdetta.

Nel caso di un’assicurazione stipulata all’accensione del mutuo per l’acquisto della casa non sarà possibile fare disdetta dal momento che questa copre danni e imprevisti finché non avremo restituito la liquidità ottenuta in prestito dalla banca.

Invece qualora avessimo stipulato una polizza casa tradizionale basterà prendere il contratto e leggere quali sono le modalità di disdetta ammesse.

Leggi cosa è scritto nel contratto

Occorre anche tener conto del fatto per cui una polizza ha sempre una scadenza e questa potrebbe essere vincolata dal rinnovo automatico tacito. In questo caso almeno 60 giorni prima dell’effettiva scadenza bisognerà inviare una formale disdetta.

Questa esigenza può verificarsi per via di un cambio di residenza, per la vendita di un immobile o per la volontà di cambiare compagnia assicurativa. In casi più gravi, invece, potrebbe verificarsi il decesso del contraente, motivo per cui gli eredi desiderano interrompere il rapporto contrattuale con la compagnia assicurativa.

Recesso o disdetta?

Ebbene a prescindere dalla motivazione è necessario essere in regola con i pagamenti. Qualora il contratto preveda una durata limitata nel tempo senza rinnovo non servirà inviare una disdetta perché questo cesserà naturalmente. Nei casi in cui è previsto il rinnovo automatico, invece, converrà leggere attentamente le condizioni riportate sul contratto e, soprattutto, non fare confusione tra recesso e disdetta.

La disdetta, infatti, è la conclusione di un contratto tra due parti che il richiedente reclama per venir meno agli obblighi assunti. Il recesso è il diritto di una delle due parti di sciogliere anticipatamente il contratto ancora in corso, ovvero prima della sua scadenza naturale.

Quindi puoi disdire quando la durata del contratto volge al termine e non intendi procedere oltre ma non puoi recedere quando lo ritieni necessario semplicemente perché hai cambiato idea. Per procedere con il recesso, infatti, devono verificarsi mancanze tali dall’altra parte che giustifichino l’interruzione anticipata degli obblighi contrattuali per entrambi i contraenti.

Come procedere alla disdetta per l’assicurazione casa

Per procedere con una disdetta basta inviare un documento contenente i nostri dati anagrafici, i riferimenti del contratto di assicurazione e una copia del nostro documento di identità sessanta giorni prima della scadenza a tacito rinnovo.

Il plico della disdetta dovrà essere inoltrato attraverso mezzi formali, ovvero con raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite PEC. Questo garantisce l’ufficialità della comunicazione alla quale dovrai ottenere risposta entro 15 giorni, trascorsi i quali potrai richiedere un sollecito alla compagnia per ottenere una risposta.

Se la compagnia dovesse effettuare un prelievo economico ignorando la disdetta potrai procedere con un ulteriore PEC o comunicazione formale via raccomandata facendo riferimento alla prima comunicazione e, se necessario, bloccando il RID. In caso di reiterato mancato ascolto potrai valutare la segnalazione della compagnia all’IVASS e l’intervento di un avvocato.

assicurazione cane

L’assicurazione del cane è la copertura che permette di proteggerci quando il nostro animale dovesse essere coinvolto in alcune tipologie di sinistro. Si tratta di una polizza che copre eventi anche molto costosi e che viene stipulata anche per gatti e altri animali. Vediamo tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Cosa copre l’assicurazione del cane?

Generalmente l’assicurazione del cane copre danni a terzi e offre anche la copertura per eventuale tutela legale e spese veterinarie. Queste polizze diventano sempre più popolari dal momento che la popolazione di animali domestici cresce anno dopo anno a dismisura. Basti pensare che si stimano almeno sette milioni di cani nel nostro Paese, motivo per cui gli incidenti sono all’ordine del giorno e, come sappiamo, accendono l’annoso dibattito tra responsabili e conseguenze.

Il problema cresce in modo esponenziale quando a farne le spese sono persone uccise dall’attacco incontrollato di cani che, per svariate ragioni, si trovavano al di fuori del controllo del padrone.

Aggressioni e incidenti: una precisazione

Ci teniamo a ricordare che, nonostante questi animali entrino a far parte delle nostre famiglie e prendano il ruolo di veri e propri “figli” sono pur sempre esseri guidati dall’istinto, fattore che li rende non equiparabili agli umani. Di conseguenza vanno trattati come tali e, soprattutto, educati con la massima attenzione affinché situazioni come quelle che leggiamo sui giornali non si verifichino più.

Lasciare i cani sciolti o, peggio, in compagnia di bambini senza un controllo adulto è quanto di più rischioso possa verificarsi, anche se gli animali sono generalmente affettuosi e socievoli. Ecco perché sempre più persone ricorrono alle polizze per cani soprattutto rispetto alla questione dei danni a terzi, una problematica sempre più scottante per l’opinione pubblica. Questa si unisce ai costi esosi delle spese veterinarie che hanno cifre da capogiro anche per visite comuni come vaccinazioni o piccole medicazioni.

Danni a terzi: questa polizza copre i danni provocati dall’animale come incidenti, aggressioni e altri danni causati dall’animale lasciato incustodito.

Tutela Legale: direttamente correlata alla precedente, questa polizza copre in caso di controversie per danni subiti o provocati.

Spese veterinarie: la polizza copre incidenti e malattie con franchigie varie e permette ai proprietari di far fronte alle spese veterinarie senza troppe preoccupazioni di tipo economico visto il costo proibitivo attualmente vigente in Italia.

Come funziona?

Il funzionamento è in tutto e per tutto simile a quello delle polizze a cui siamo abituati. Pagando un premio si otterranno differenti garanzie correlate ma solo dopo aver consegnato alla compagnia il certificato di iscrizione all’anagrafe canina, il certificato di buona salute ed il libretto sanitario.

Assicurazione cane: è obbligatoria?

Non è obbligatoria salvo rari casi specifici. L’obbligatorietà non riguarda specifiche razze come accadeva anni fa, quando fu stilato l’elenco di quelle reputate pericolose. Il punto è che vige ancora una certa confusione per la quale, l’unica certezza è quella che riguarda la responsabilità del padrone e non di certo quella del cane.

Tuttavia se il veterinario lo ritenesse necessario provvederà a segnalare il cane alle Asl locali e la polizza, dunque, sarà obbligatoria. Questo perché il cane viene inserito all’intero dei registri di alta aggressività.

Quanto costa?

Non ci sono costi fissi. Una polizza per cane può avere costi differenti sia in base alle coperture previste che rispetto a razza, età, salute e stile di vita. Per avere un’idea del costo basta richiedere un preventivo e valutare quella più conveniente anche in base a franchigie, coperture e massimale.

disdetta polizza assicurativa

La polizza assicurativa è un prodotto pensato per chi vuole proteggersi da determinati rischi di per sé imprevedibili. Ce ne sono alcune obbligatorie per legge e altre che, invece, sono facoltative. Di norma è possibile disdire autonomamente e nel rispetto dei vincoli contrattuali quelle facoltative mentre per quelle obbligatorie l’iter da seguire è un tantino differente. In questo approfondimento spiegheremo tutto quello che c’è da sapere.

C’è differenza tra polizze obbligatorie e facoltative?

Le polizze obbligatorie in Italia sono quelle che riguardano talune categorie professionali, il muto per l’acquisto di un immobile e la cessione del quinto. In questi casi la disdetta della polizza assicurativa è sempre possibile ma solo quando il termine del contratto volge al termine.

Nel caso di un mutuo o di un finanziamento è possibile disdire al termine del periodo di copertura mentre sono pochissimi i casi in cui si consente il cambio di fornitore dei servizi di polizza. Per le categorie di assicurazioni professionali, invece, l’assenza di una copertura può comportare sanzioni e conseguenze penali.

Difatti alcuni professionisti non possono lavorare senza una copertura se non a proprio rischio o pericolo. In questi casi occorre visionare attentamente le condizioni contrattuali proposte dalla compagnia assicurativa e agire secondo i diritti stabiliti dallo stesso. Il cliente sarà sempre tutelato e non può essere obbligato a rinnovare un servizio per il quale intende disdire.

Fai riferimento all’IVASS in caso di problemi

Per chiarimenti su comportamenti reputati scorretti da parte delle compagnie assicurative è possibile rivolgersi direttamente all’IVASS, l’ente che vigila sul mercato assicurativo italiano. In alternativa anche le associazioni dei consumatori possono offrire assistenza dinanzi a particolari casistiche che mettano in difficoltà il consumatore.

Per le polizze facoltative come le garanzie accessorie dell’RC auto, le polizze dentistiche o di salute e tutto il mondo delle coperture a discrezione dei consumatori il discorso è lievemente differente. Difatti in questi casi ci sono alcuni diritti che è possibile esercitare nelle tempistiche previste dalla legge.

Per esempio nell’arco di 14 giorni dall’attivazione di una polizza via telefono o web è possibile recedere direttamente senza l’addebito di costi o penali per il cosiddetto diritto al ripensamento.

In questo caso l’operatore è tenuto a rimborsare il cliente e ad archiviare la pratica rapidamente per non incappare in sanzioni o conciliazioni stragiudiziali. Nel caso in cui fossero trascorsi i 14 giorni la disdetta sarà possibile in sede di rinnovo ma questo varia al variare delle condizioni contrattuali.

Rinnovo tacito e disdetta

Laddove sia previsto un rinnovo tacito automatico bisognerà agire prima della scadenza della polizza e nelle modalità previste dal contratto. Laddove non vi sia alcun rinnovo, invece, la compagnia assicurativa non ha facoltà di ri-attivare un contratto che volge al termine e, qualora lo facesse, commetterebbe un illecito. Per questo conviene sempre controllare la durata del contratto e le condizioni di rinnovo considerando che quando questo sarà in essere non si parlerà di disdetta ma di recesso, un diritto decisamente differente.

Disdetta e recesso non sono la stessa cosa

Il recesso si configura come l’interruzione unilaterale di un contratto per ragioni previste dal Codice Civile e Privato piuttosto particolari. Disservizi o difformità tra quanto disposto dal contratto e quanto realmente offerto possono essere considerate cause sufficienti per recedere una polizza assicurativa ma, in questi casi, la questione dovrà essere affidata in mano ad un legale per non commettere inesattezze e trovarsi a dover pagare per un servizio di cui non intendiamo più usufruire.

atti assicurazione

La richiesta di accesso agli atti dell’assicurazione è un importante diritto per contraente e danneggiato che ci fa capire se l’operato della compagnia sia trasparente e lineare. Ecco cosa è importante sapere.

Cos’à la richiesta di accesso agli atti e a cosa serve

L’accesso agli atti dell’assicurazione è un diritto come stabilito anche dal Decreto Ministeriale 191 del 2008. Questo testo normativo mette nero su bianco il principio della trasparenza che deve vigere tra la compagnia assicurativa e i clienti. Pertanto l’accesso agli atti ti spetta in ogni momento in base alle politiche di organizzazione interna della tua compagnia. Vediamo come fare.

La richiesta di accesso agli atti è la prassi con cui verifichi se la proposta di liquidazione dei danni dopo un sinistro sia congrua oppure se questa è stata rifiutata. Tale richiesta deve essere presentata dopo la conclusione dell’iter di valutazione e di liquidazione dei danni denunciati.

Quali atti puoi consultare?

Quindi per farne richiesta sarà necessario dimostrare di avere una certa urgenza. Ci sono varie ragioni per cui tale richiesta può essere ascoltata come quando il danneggiato procede per valutare l’offerta di rimborso della compagnia o chi ha causato il danno voglia avere risposte sul modo in cui avverrà la liquidazione.

I documenti che la compagnia mette a disposizione del danneggiato sono molteplici. Tra questi figurano la denuncia del sinistro, il verbale dell’incidente redatto dalle autorità giunte sul posto e le perizie relative ai danni materiali e medico-legali eseguite sulle persone coinvolte.

Inoltre è possibile avere accesso alle richieste di risarcimento danni, ai preventivi e alle fatture di tutto ciò che è stato danneggiato e deve essere rimborsato. Infine è possibile accedere anche alle quietanze di liquidazione.

A quali dati potresti non avere accesso?

Gli unici dati a cui eventualmente non si può avere accesso sono quelli considerati sensibili, ovvero i dati di soggetti terzi coinvolti nel sinistro sulla base del Codice in materia di protezione dei dati personali (il decreto legislativo 196/2003) e le disposizioni europee relative al decreto legislativo 101/2018.

Per avere accesso agli atti è necessario procedere tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Questa dovrà essere indirizzata alla compagnia assicurativa o all’indirizzo dell’ufficio che si occuperà delle liquidazioni. Questi dovranno gestire la richiesta entro e non oltre sessanta giorni dalla ricezione. Si può procedere anche via PEC.

Come si procede?

Dal momento che la richiesta di accesso agli atti può essere depositata solo dopo la valutazione e la liquidazione dei danni causati dal sinistro è chiaro che quanto previsto dall’articolo 146 del Codice delle Assicurazioni risulti di difficile applicazione.

“L’esercizio del diritto di accesso non è consentito quando abbia ad oggetto atti relativi ad accertamenti che evidenziano indizi o prove di comportamenti fraudolenti.”

Difatti l’istanza di accesso agli atti viene presentata sempre dopo la presentazione dell’offerta di liquidazione o quando questa è stata effettuata e respinta, con annessi termini di legge concessi alla compagnia per formulare l’offerta di risarcimento.

Verifica le condizioni con la tua compagnia

La compagnia assicurativa, infatti, ha sessanta giorni di tempo per i danni riportati ai veicoli e novanta giorni per danni subìti da persone.

La gran parte delle compagnie assicurative offre modelli fac-simili e moduli scaricabili per gestire qualsiasi tipologia di richiesta ma puoi anche redigere l’istanza personalmente, inserendo i tuoi dati anagrafici, i riferimenti della pratica e del sinistro e le ragioni per cui intendi richiedere tale documentazione.

È importante sapere che, in talune situazioni, il diritto di accesso agli atti può anche ssere negato. Difatti questo può avvenire quando si verificano condotte fraudolente o illecite anche solo sospettate dalla compagnia. Tale diritto può essere sospeso anche nel caso in cui tra contraente e compagnia vi sia una controversia guiduziaria.

assicurazioni auto per disabili

L’assicurazione auto per disabili può essere oggetto di tariffe ed agevolazioni riservate in base alle scelte interne delle compagnie assicurative. Tuttavia non esistono norme che prevedano vincoli particolari ad eccezione di quelli che tratteremo in questo approfondimento.

Non esistono leggi su assicurazioni auto per disabili

La normativa di riferimento per i disabili è la legge 104 del 1992. Questo testo contiene le disposizioni che riguardano le detrazioni fiscali e le agevolazioni per chi si trova in questa condizione e per chi assiste persone affette da disabilità. Tale normativa, tuttavia, non contiene disposizioni che riguardino il mercato delle polizze auto per cui valgono le regole generali, ovvero l’obbligatorietà della RC e le relative classi di merito.

Le agevolazioni sulle assicurazioni auto per disabili

Alcune compagnie assicurative, in ogni caso, prevedono condizioni agevolate per cittadini affetti da disabilità. Queste comprendono riduzioni e sconti sia sull’Responsabilità Civile per auto che sulle garanzie accessorie come Kasko, furto e incendio e così via.

Altre compagnie, invece, collaborano con le associazioni di tutela e, quindi, prevedono tariffe agevolate e promozioni ai propri affiliati o soci. Infine è sempre possibile beneficiare delle agevolazioni contenute nel Decreto Bersani che prevede la possibilità di ereditare la miglior classe di merito del nucleo familiare per la prima assicurazione di un nuovo veicolo o del neopatentato.

Diritti tutelati dalla legge 104

La legge 104 del 1992 include disposizioni per tutelare i diritti dei disabili anche in materia di trasporti e auto. In particolare questa prevede la riduzione dell’IVA al 4%, l’esenzione del pagamento del bollo auto, la detrazione IRPEF al 19% sul costo d’acquisto del veicolo, l’esenzione del pagamento dell’IPT e le detrazioni IRPEF sui costi di manutenzione straordinaria.

Detrazioni IRPEF: importi e limiti

Le detrazioni IRPEF sono previste nella misura massima del 19% sul totale delle spese sostenute per importi non superiori ai 18.075,99 euro. In ogni caso le detrazioni IRPEF e l’IVA agevolata sono applicabili per l’acquisto di veicoli nuovi e usati. Sono valide anche per l’adattamento dei mezzi di trasporto alle esigenze del disabile.

Queste si estendono ad autovetture e furgoni e limitano il possessore a poter rivendere il bene acquistato solo dopo tre anni senza l’obbligo di restituire le agevolazioni.

Le persone a cui è rivolta la legge 104 sono quelle affette da cecità, sordità, amputazioni con limitazioni gravi alla deambulazione, handicap mentale e ridotte capacità motorie.  Tali agevolazioni si rivolgono anche ai familiari del disabile se questo non fosse fiscalmente autonomo e, quindi, completamente a carico del tutore legale o del parente. Il familiare, in questo caso, potrà avere accesso alle stesse agevolazioni.

Iva agevolata e altri diritti: come fare richiesta

Per poter usufruire dell’IVA ridotta occorre presentare la documentazione attestante l’invalidità direttamente al concessionario. Lo stesso vale per le altre agevolazioni. I documenti richiesti per beneficiare dei diritti della legge 104 sono codice fiscale, carta di identità, patente di guida speciale e attestazioni mediche dell’invalidità. Per le detrazioni Irpef, inoltre, occorre presentare la domanda all’Agenzia delle Entrate accedendo tramite SPID alla propria area riservata. In alternativa è possibile prendere appuntamento e recarsi di persona presso l’Ufficio Territoriale locale.