Come attivare TIM Mail

Come attivare TIM Mail?

Tim Mail è una casella di posta elettronica semplice da gestire ma anche spaziosa ed efficiente. Oggi te la presentiamo e ti spieghiamo come si attiva per iniziare da subito a organizzare le tue mail grazie anche all’ampio spazio di archiviazione di cui dispone.

Caratteristiche di Tim Mail

Tim Mail è un servizio molto efficiente che permette di inviare documenti, immagini e file rapidi con una buona protezione da spam e dati sensibili. La casella di posta elettronica di Tim Mail è un servizio gratuito disponibile per clienti TIM e di altri operatori. Può essere utilizzata anche da chi è cliente della linea mobile o delle offerte ADSL e Fibra. Con Tim Mail hai a disposizione ben tre giga di spazio di archiviazione per messaggi e allegati. Inoltre puoi inviare senza problemi allegati fino a tre giga di grandezza usando direttamente la web mail di Tim oppure i vari client su cui gestisci tutte le tue caselle di posta.

Una mail sicura dotata di antispam e antivirus

Da un punto di vista della sicurezza questa mail è assolutamente sicura grazie al filtro anti-spam e all’antivirus fornito in dotazione. I messaggi indesiderati vengono inoltrati alla casella antispam e vengono cancellati dopo venti giorni. Con i filtri e le impostazioni disponibili puoi bloccare le mail in arrivo dai mittenti indesiderati e gestire lo spam in pochi click.

Le funzionalità aggiuntive

Le funzioni di Tim Mail sono piuttosto standard ma organizzate con un’interfaccia semplice e immediata da utilizzare. Difatti propone tutte le più comuni funzionalità con la possibilità di usufruire anche del collegamento della casella mail al tuo numero di telefono TIM. Questa opzione ti consente di inviare dieci sms gratuiti al mese sfruttando l’ADSL o la Fibra.

Attivare TIM Mail

Con l’APP Mobi Mail gestisci i messaggi di posta dal qualsiasi dispositivo perché questa consente di accedere ad una rapida sincronizzazione della tua casella di posta. Per attivare Tim Mail basta registrarsi sulla pagina apposita del sito web ufficiale, cliccando su Registrati a TIM Mail. Ti basterà inserire i tuoi dati personali e creare il tuo indirizzo mail che sarà de tipo tuonome@tim.it. Una volta inseriti tutti i tuoi dati dovrai accettare la condizioni di utilizzo del servizio, impostare la password e cliccare su Invia. Da quel momento potrai iniziare subito a utilizzare Tim Mail. Ogni volta che vorrai fare login sulla tua casella di posta elettronica potrai collegarti a questo indirizzo oppure scaricare l’app Mobi Tim.

Non sei cliente Tim? Nessun problema!

Se sei cliente ADSL o Fibra Tim potrai collegare la tua linea al servizio mail e potrai avere servizi inclusi come l’invio di SMS. Inoltre accedi a offerte a te riservate che riceverai direttamente sulla tua mail. Lo stesso vale per i clienti mobile di TIM. Per chi non è cliente le garanzie sono le stesse ma non sarà possibile associare il numero di telefono. Rimane la disponibilità di ben tre giga di spazio di archiviazione da sfruttare gratuitamente.

Bollo auto, calcolo e scadenza

Bollo auto, calcolo e scadenza

Il bollo auto è la tassa di circolazione, anche detta tassa automobilistica. Si tratta di un’imposta dovuta al possesso di auto e moto immatricolate in Italia e correttamente iscritte al PRA – Pubblico Registro Automobilistico. Da questa tassa sono escluse auto a noleggio o in leasing. Si rinnova ogni anno ed il mancato pagamento comporta sanzioni e interessi aggiuntivi alla cifra da pagare. La somma da corrispondere viene inviata alla Regione di Residenza essendo un tributo regionale.

Quando si paga il bollo auto?

Il bollo ha una validità annuale e, quindi, deve essere pagato entro le scadenze di aprile, agosto e dicembre di ogni anno. Per le moto le scadenze sono a gennaio e luglio. Non c’è una scadenza fissa perché viene calcolato in base al mese di iscrizione al PRA e, quindi, è diviso a scaglioni che corrispondono al 30 gennaio, 31 maggio e 30 settembre.

Come si calcola il bollo?

Il costo è variabile così come le date di scadenza. La somma varia rispetto a potenza del motore, ragione di residenza e classe ambientale del veicolo. Il calcolo viene effettuato attraverso numerosi portali online tra cui quello ACI che è il più popolare. Puoi anche rivolgerti al sito dell’Agenzia delle Entrate oppure provare tu stesso con carta e calcolatrice. Se ti rechi presso una ricevitoria abilitata, comunque, basterà comunicare la targa del veicolo per conoscere l’importo.

Per conoscere l’importo basta entrare sul sito ACI, digitare la targa e i dati dell’intestatario del veicolo e cliccare su “Calcolo”. In una manciata di secondi il sistema calcolerà l’ammontare del bollo e la relativa scadenza, oltre agli eventuali interessi maturati per il mancato pagamento.

Sono previste esenzioni?

Assolutamente si. In primiis ci sono le auto elettriche la cui esenzione varia da regione a regione. Per esempio in Campania questa è totale mentre in Emilia Romagna riguarda le auto ibride immatricolate dal 2016 in poi. Sono esenti anche disabili previa presentazione di apposita documentazione certificata.

Cosa succede a chi non paga il bollo?

L’evasione di questa tassa è piuttosto diffusa perché risulta essere esosa e dispendiosa. Dimenticare di pagare il bollo equivale ad essere considerato evasore per cui sono previste multe e interessi a carico. A fronte del controllo dell’Agenzia delle Entrate, tuttavia, scatta il pignoramento del conto e le relative conseguenze come il fermo dell’auto.

Superbollo

Il superbollo, infine, è la tassa automobilistica a carico di auto di lusso. Ne abbiamo parlato in un altro nostro approfondimento dedicato a questa tipologia di imposta, nata per rendere più equa la riscossione tra auto “normali” e auto costose.

Differenze decoder digitale terrestre e satellitare

Differenze decoder digitale terrestre e satellitare

Quali differenze ci sono tra il decoder digitale terrestre e quello satellitare? Che cos’è un decoder? Meglio uno digitale o satellitare? Spesso e volentieri il termine “decoder” comporta una serie di incomprensioni e genera molta confusione per chi non è esperto di questo genere di elettronica di consumo. Oggi chiariremo le differenze semplificando in parole semplici le definizioni di decoder, digitale terrestre e satellitare.

Che cos’è un decoder?

Il decoder è un dispositivo elettronico che ci consente di guardare i canali in TV ma il suo impiego non è riservato solamente all’intrattenimento televisivo. Difatti il decoder è un componente elettronico digitale che ha una funzione opposta all’encoder e che attiva una combinazione di bit sulle linee in uscita rispetto ai suoi ingressi. Posta in questo modo la definizione di decoder potrebbe risultare di difficile comprensione per chi non si occupa di elettronica.

Capire le differenze

Il punto non è capire tanto la tecnologia di funzionamento quanto, piuttosto, comprendere le differenze tra decoder terrestre o satellitare. A partire dal 4 luglio 2012 siamo tutti passati dalla televisione analogica alla televisione digitale terrestre, conosciuta con la sigla DTT. Si è trattato di un passaggio importante, chiamato “switch off” che ha comportato la trasmissione dalla tradizionale TV analogica a quella digitale. Per questo motivo per fruire dei contenuti televisivi è stato necessario adottare un decoder o un televisore con decoder incorporato.

Il decoder digitale

Sul mercato esistono televisori e decoder di ogni categoria, prezzo o funzionalità. Per semplificare ti basta sapere che i decoder caratterizzati dal bollino grigio con la sigla DGtvI sono adatti a ricevere canali in chiaro e sono chiamati ZAPPER. Quelli che permettono di usufruire anche di servizi a pagamento, invece, sono contrassegnati dal bollino blu DGTVI.

Il decoder satellitare

Il decoder satellitare, invece, decodifica il segnale attraverso la tecnologia digitale satellitare e, quindi, richiede l’istallazione di un’antenna parabolica. Questa serve a ricevere il segnale satellitare da inviare al decoder a cui è collegata via cavo. Il passaggio del segnale avviene tramite decrittazione. In commercio esistono almeno quattro tipologie tra cui quello semplice per vedere canali in chiaro a definizione standard, che è anche il più economico. Troverai il decoder per pay tv standard e quello ad alta definizione (HD Ready) oppure il decoder satellitare per paytv in full hd a 1080p.

Quale scegliere?

Il decoder satellitare è caratterizzato da compatibilità con canali cifrati e con il digitale terrestre. A questo si aggiunge il fatto che può connettersi alla rete domestica tramite il cavo Ethernet o il Wi-Fi e, quindi, permette di usufruire dei servizi video on-demand e delle altre funzioni interattive. Ad eccezione per i canali in chiaro, ovvero gratuiti, la scelta tra un decoder digitale ed uno satellitare dipende principalmente dai canali che intendi guardare. In entrambi i casi hai la possibilità di guardare quelli in chiaro ma tutto dipende dal tipo di offerta di intrattenimento che intendi attivare a pagamento.



Fasce di consumo energia elettrica

Fasce di consumo dell’energia elettrica: tutto quello che c’è da sapere

L’Autorità che si occupa di vigilare sulle tariffe delle compagnie operanti nel mercato libero ha stabilito le fasce orarie di consumo con l’obiettivo di favorire i comportamenti “virtuosi” da parte dei consumatori. Queste fasce orarie sono associate ad un costo di utilizzo differente e vengono rilevate direttamente dai contatori che sono appositamente programmati per calcolare i consumi durante la giornata.

Quindi quando hai attivato una tariffa a fasce orarie sarà il contatore a rilevare quando utilizzi la corrente e, quindi, il relativo prezzo. Le fasce orarie, come anticipato poc’anzi, sono state stabilite direttamente dall’Autorità e quindi non cambiano tra i vari operatori presenti sul mercato libero. Queste fasce sono identiche per tutte e sono in tutto 4.

Come sono suddivise le fasce orarie?

La fascia F1 riguarda l’orario di punta che va dalle 08.00 del mattino alle 19.00 di sera, dal lunedì al venerdì. Sono escluse da questa fascia le festività nazionali segnate in rosso sul calendario. Poi c’è la fascia F2 che è quella intermedia e che copre dalle ore 07.00 alle ore 08.00 del mattino e dalle 19.00 alle 23.00 dal lunedì al venerdì.

La fascia F2 si applica anche dalle ore 23.00 del sabato e non durante le festività nazionali. Infine c’è la fascia F3 che è definita quella fuori punta e che, quindi, va da mezzanotte alle 07.00 da lunedì al sabato e in tutta la domenica. L’ultima fascia è data dalla fusione della F2 e dalla F3 per cui si chiama F23.

Perché esistono le fasce di consumo per l’energia elettrica?

In parte abbiamo già anticipato la ragione che riguarda la promozione di atteggiamenti più virtuosi da parte dei consumatori attraverso incentivi economici. Inoltre c’è da considerare il fatto che le attività economiche lavorano a ritmi serrati durante il giorno mentre la sera sono praticamente ferme.

Se ai consumi energetici di queste attività si aggiungono quelli privati si ottiene un enorme dispendio energetico che causa anche maggiori costi di produzione. È per questo che produrre energia di sera o di notte ha un costo e un impatto minore e che si traduce anche in costi ribassati per i consumatori finali.

Conviene seguire le tariffe di consumo?

Un certo risparmio, seppur minimo, c’è e quindi si, in linea di massima conviene. Tuttavia l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile come il fotovoltaico ha comportato una diminuzione delle differenze di prezzo delle fasce anche se resta valida la regola per cui il surplus di domanda produce aumenti di prezzo mentre un eccesso di offerta lo fa diminuire.

Quale tariffa scegliere?

La differenza del prezzo dell’energia elettrica riflette il costo reale di produzione ed è soggetto a minime oscillazioni nel tempo. Per chi è ancora nel mercato a maggior tutela il costo dipende dalle pubblicazioni dell’Autorità che arrivano con cadenza trimestrale.

La differenza tra monoraria, bioraria o multioraria è quasi trascurabile. Per chi è con fornitori da mercato libero la convenienza dipende dalle offerte sottoscritte con il contratto. Certo è che la scelta deve dipendere anche dal tuo stile di vita e dalle tua abitudini come presenza di bambini in casa, turni di lavoro ecc…

Se per te è possibile sfruttare le ore serali per concentrare i consumi elettrici sicuramente è un buon modo per risparmiare in bolletta.

Noleggio auto in aeroporto, come fare

Noleggio auto in aeroporto, come fare

Il noleggio auto in aeroporto è un servizio utilissimo, soprattutto di questi tempi. In questo articolo ti spieghiamo come funziona e in quali casi è vivamente consigliato o, addirittura obbligatorio. Prima di cominciare devi sapere che il noleggio auto in aeroporto segue tutte le regole del noleggio tradizionale per cui ti servirà la carta di credito e non devi essere neo-patentato. Alcune compagine consentono il noleggio a giovani neo-patentati ma con delle limitazioni di cilindrata e tempi di noleggio. Ecco tutto quello che devi sapere.

Covid e noleggio auto in aeroporto

Almeno fino ad ottobre 2020 i rientri in Italia dai Paesi esteri UE ed Extra UE prevedono la segnalazione alle autorità competenti, l’isolamento fiduciario ed il rientro presso la destinazione finale tramite il proprio mezzo. Questo significa che se rientri dall’estero non puoi arrivare a casa o in albergo tramite mezzi di trasporto pubblici come treni e autobus. Per questo dovrai noleggiare un’auto se non ne possiedi una.

Noleggio auto in aeroporto: come funziona?

Per prima cosa assicurati di possedere tutto l’occorrente per accedere al noleggio, ovvero carta di credito, età minima di 21 anni, patente in corso di validità e ampio platfond per pagare la cauzione al momento della presa in consegna. La carta di credito deve essere intestata a chi noleggia l’auto e non può essere una prepagata o un bancomat. Alcune compagnie minori, non presenti in aeroporto, permettono di noleggiare un’auto facendo un pagamento bancomat di cinquecento euro che, a fine noleggio, vengono stornati sul conto. Evitate questa opzione perché non è conforme alle norme sul noleggio.

Consigli per noleggiare l’auto in aeroporto

Se il noleggio avviene fuori l’Italia è necessario informarsi correttamente sulle regole del codice della strada per evitare spiacevoli sorprese. Inoltre devi sapere che per guidare nei Paesi UE è sufficiente la tua patente ma per altre destinazioni servirà richiedere la patente internazionale. Le compagnie presenti in aeroporto sono quelle con rilievo internazionale e che, quindi, ti consentono di consegnare l’’auto a fine noleggio anche in altre città.

Costi del noleggio auto in aeroporto

Il costo finale del noleggio dipende da alcuni fattori, tra cui l’età del conducente e la presenza o meno di guidatori aggiuntivi. L’età minima per accedere al noleggio è 21 anni per cui al di sotto del 25esimo anno c’è da pagare un costo aggiuntivo. Inoltre i noleggi lunghi ad alto chilometraggio e con più conducenti prevedono quote giornaliere in aggiunta al costo di base per ogni persona in più. Il servizio può prevedere anche il costo di Drop-Off, ovvero di consegna in altra città. Infine sarà aggiunto il costo di copertura assicurativa, il valore dell’auto noleggiata e gli accessori come seggiolino, navigatore o catene da neve.

Al termine del noleggio

A fine noleggio dovrai riconsegnare la macchina presso la destinazione accordata con l’agenzia e attendere il controllo dell’operatore. Questo servirà a verificare che non ci siano danni, soprattutto se non dichiarati da chi ha noleggiato l’auto. La procedura verrà compilata con la riconsegna della cauzione, la firma di alcune carte di ricevuta e il saldo eventuale di chilometri aggiuntivi o altri servizi da pagare.